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A palazzo dell’Aquila inaugurato un saloon

A palazzo dell’Aquila inaugurato un saloon
Gennaio 16
11:512014

Manca solo lo scontro fisico. In fondo il bon ton istituzionale, il confronto politico, non albergano più a Palazzo dell’Aquila da molto tempo. Non che prima, maggioranza e opposizioni, brillassero in tal senso, ma diciamo che non scesero mai così in basso. Si minacciava la querela, ci si rivolgeva alla magistratura o, il più delle volte, si intimava di farlo. Il confronto era sicuramente aspro, ma i toni, i toni erano differenti. Il consigliere Angelo La Porta di Territorio, rispondendo alle accuse rivoltegli in un comunicato stampa da Dario Gulino, consigliere dei Cinque stelle, lo invita ad un confronto pubblico. Legittimo, perfetto, si fa così. Ma è il tono che lo tradisce. E come se La Porta sfidasse a duello il suo collega, ma non in un duello nobile, non a colpi di retorica o di fatti, ma in una rissa da bar. “Se Gulino è disponibile – scrive in chiusura il consigliere di Territorio – avrò modo di spiegargli due o tre cose su quale è il significato di stare tra la gente” e prosegue “scelga lui, il luogo, l’ora e il posto”. Se questo non è il guanto di sfida degno del miglior Clint Eastwood, poco ci manca.

Non entriamo in merito alla questione, che potrebbe pure essere interessante – il contendere riguarda la costituzione del mercato ittico di Marina di Ragusa e il destino dei pescatori del borgo marinaro – solo perché i due affrontano queste tematiche in maniera del tutto strumentale, a tal punto da far sorgere il dubbio che questo sia solo un pretesto.

Gulino accusa il collega di dover: “studiare e lavorare per la città portando proposte e non sterili discussioni da bar”, peccato che in quel bar è stato proprio Gulino ad invitarlo. Si lamenta di certi alcuni “segugi” al suo soldo, che lo informerebbero, “in tempo reale, di un comunicato, del Movimento, inviato alle redazioni”, insomma un atto ignobile, ma non contento, rincara la dose e così infila un’altra “stilettata” e, con un’eleganza di cui non ne sentivamo la mancanza, sottolinea la differenza di età e quasi lo compatisce per un alzheimer ormai più che incipiente.

Ma se questa è la reazione di Gulino all’intervento di Laporta in Consiglio comunale, questi preso dalla foga e visibilmente stizzito, in onore di un vago ossequioso nei confronti dei suoi elettori, non solo ribadisce il suo consiglio alle forze dell’ordine, di chiudere un occhio se qualche pescatore non sempre rispetta le leggi, ma biasima il pentastellato per il suo trincerarsi “dietro codici e codicilli, come chi vende soltanto fumo”. Quei codici e quei codicilli, andrebbe ricordato al consigliere di Territorio, sono le nostre leggi e da un rappresentante delle istituzioni, ci aspetteremmo ben altro che un becero invito a delinquere.

In ultima analisi, il confronto muscolare è bello e a volte pure utile, ma se la cosa viene protratta nel tempo, si rischia di perdere l’oggetto del contendere, lasciando per strada, e in modo definitivo, la bussola, l’orientamento, che in un consesso politico è la cosa più importante, visto che questo si dovrebbe occupare della cosa pubblica e non di scaramucce personali e personalistiche. Ragusa e i ragusani forse hanno bisogno di ben altro, di un confronto più maturo, di un altro linguaggio, di un’altra progettualità.
Nel frattempo, non sparate sul pianista.

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Rosario Distefano

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