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Il Natale secondo Campo

Il Natale secondo Campo
Gennaio 01
19:21 2014

stefania campo“Nell’augurare a tutti un 2014 nuovo e positivo, approfitto per fare alcune considerazioni su quello che è successo in questi giorni a Ragusa a fronte del fatto che come amministrazione ci siamo posti un obiettivo importante per la nostra città: farla diventare un punto di riferimento e di aggregazione per tutti, ed i risultati ci dimostrano che siamo sulla buona strada. Quello a cui ho assistito la notte di Capodanno e più in generale in tutti questi giorni di festa, non è solo un’esibizione memorabile di un gruppo di giovani ragusani, capaci di riempire al completo piazza San Giovanni fino al sagrato sopra la scalinata antistante la Chiesa. Ieri sera abbiamo assistito, facendo riferimento al video promozionale che hanno girato i baciamo le mani qualche giorno fa, al funerale di tutte le brutture del 2013, prima fra tutte la triste idea di strumentalizzare proprio i giovani che avevano girato il video stesso con l’unica intensione di preannunciare il loro concerto. Inscenavano un falso funerale dell’anno 2013, mentre in una corsia di ospedale una giovane donna portava alla luce con un’irriverente apertura di coscia il 2014. La vecchia politica, strumentalizzando questo per far passare l’idea che l’amministrazione non era stata capace di organizzare una festa di Natale sprecando denaro, ha in realtà commesso un atto gravissimo: ha sfruttato l’immagine dei giovani, degli artisti, l’umore dei cittadini, tutto per dei bassi giochi di politica. Ebbene ad essere morto è proprio questo modo di fare, è la vecchia e ottusa politica che la gente non vuole più e con la quale non si identifica più. E’ nata una nuova era, in questi giorni non ci sono state solo splendide ed elevate esibizioni artistiche, ma si è registrato qualcosa che ha dell’incredibile. Una Ragusa aperta, accogliente ed ospitale come non si era mai vista. Una piazza strapiena di gente anche di diverse nazionalità, che per la prima volta si è integrata ed ha socializzato ballando e cantando insieme a tutti. Non più ghetti nati spontaneamente da scelte urbanistiche scellerate. Un Natale di socializzazione e di apertura così come in questi giorni lo sono stati anche gli stessi palazzi comunali. Di sera tarda i cancelli del Comune erano spalancati e la galleria conduceva proprio dentro il cortile della Prefettura dove uno scenario mai osservato da questo punto di vista faceva da sfondo al concerto folk de “I Beddi” e la magia si ripeterà venerdì 3 gennaio con un altro particolare appuntamento. Alle 21,00 ci sarà l’esibizione del gruppo “La Rappresentante di lista & banda alle ciance”: una band che mette in scena con sonorità particolari alcune metafore metropolitane, dove si associano gli uomini insoddisfacenti e inadeguati delle canzoni a delusioni politiche, a crisi economiche, come fosse quello stesso amore espressione del più contemporaneo disagio sociale. Un’altra grande operazione di apertura è stata rappresentata dai bassi di palazzo Ina, locali chiusi e non utilizzati, che in questi giorni si sono trasformati in laboratorio creativo per bambini e ragazzi, ribattezzando i bassi “lo spazio delle comete”, uno spazio dei giovani, un messaggio forte, un piccolo gesto che scardina il vecchio sistema del “Palazzo del potere” chiuso e introverso che automaticamente innesca pensieri di diffidenza e lontananza: i palazzi sono dei cittadini ed ai cittadini vanno aperti e restituiti. Ed oggi più che mai mi risuona in mente la frase che il sindaco Federico Piccitto gridò dal balcone della sala giunta ad una folla festante che lo attendeva sotto il giorno del suo insediamento: “Questa è casa nostra”. Oggi più che mai avverto la gioia di aver esaudito un sogno per i cittadini, come il sogno di aprire al pubblico la chiesa del Ss Trovato che per un giorno, due anni fa, aveva aperto le sue porte per l’inaugurazione e poi era stata nuovamente chiusa. Per motivi a me non chiari quella che era stata la realizzazione di un’opera lunga ben oltre dieci anni dove il Comune aveva impegnato somme pari circa a 270.000€ in più fasi e con più determine per realizzare un presepe artistico. Di questo presepe artistico si erano perse le tracce fino a questo Natale dove per la prima volta la Chiesa è stata aperta liberamente al pubblico per la sua fruizione. Ragusa libera ed ospitale, città moderna e colta, città capace come ieri sera di trasformare piazza Libertà in area sosta di camper e autobus perché strapiena di turisti che hanno scelto proprio il capoluogo ibleo fra tutte le straordinarie possibilità che la Sicilia offre. Ragusa accogliente, Ragusa multietnica, Ragusa più a sud per geografia e più a nord per apertura e mentalità, Ragusa in crescita non verso l’espansione del suo perimetro e la cementificazione. Una crescita che mi piace definire spirituale. Buon anno a tutti”.

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