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“Turismo è sviluppo”.

Dicembre 09
20:052013

turismo è sviluppo“La gestione del turismo è recuperare la titolarità del territorio e supportala con una strategia di respiro nazionale. Sono necessari quindi un approccio culturale innovativo rispetto al tema del turismo che ponga formazione, interdisciplinarità di metodo, il fare sistema tra ricerca e programmazione degli investimenti e la resa di servizi di qualità al centro di un’azione in cui si parla lo stesso linguaggio. Necessario costruire una piattaforma di temi per i quali bisogna lavorare nei prossimi mesi”

Franco Martini, segretario generale della Filcams nazionale, ha così sintetizzato le questioni che sono state affrontate, stamani, nella sala conferenze dell’Aeroporto di Comiso, nel convegno su “Il Turismo è sviluppo” promosso dalla Cgil Sicilia e di Ragusa e dalla Filcams e che ha registrato diverse assenze: quella dell’assessore regionale al Turismo, Michela Stancheris, impegnata come altri assessori nella discussione sul bilancio, Michele Pagliaro, segretario generale della Cgil Sicilia e Giada Lupo, presidente regionale Ebit.

Ma la qualità degli altri relatori ha dato spessore al dibattito che parte dalle grandi risorse materiali, culturali, archeologiche, enogastronomiche, e immateriali come la tradizione, l’accoglienza di cui è dotata la Sicilia e il territorio ibleo in particolare, come ha sostenuto nell’introduzione Giovanni Avola, segretario generale della Cgil di Ragusa. Un turismo, quello siciliano, che non può contare su un Piano del Turismo che metta regola ferma sulla gestione dei flussi dei turisti, sulle capacità del territorio di governare il turismo destagionalizzato visto che i picchi di presenza sono al solito circoscritti a Luglio, Agosto e Settembre.

La Sicilia, secondo Ferruccio Donato, segretario regionale della Cgil, è retrocessa negli ultimi trent’anni dal 1° al quinto posto, nel contesto nazionale, rispetto alle presenze turistiche che oggi vale appena il 3,7% del Pil regionale rispetto al 6% di quello nazionale del comparto.

Le motivazioni sono legate all’eccessiva improvvisazione, alla critica qualità dei servizi e dell’accoglienza. Gli aeroporti siciliani devono sapersi integrare e fare quindi sistema per attrarre quanti più turisti possibili. Insomma, secondo Donato, bisogna passare dalla spontaneità alla programmazione nel contesto di un quadro sinergico che veda gli assessorati al Turismo e quello alla Infrastrutture e gli enti locali coalizzarsi per realizzare le infrastrutture necessarie.

C’è tanta materia da riordinare e sarebbe auspicabile fare una legge organica sul turismo.

Ormai è venuto il tempo di agire e programmare. Iano Gurrieri, commissario straordinario della Camcom di Ragusa valuta che il territorio ha qualità enormi da spendere. La provincia di Ragusa tra poco aggiungerà il cioccolato di Modica tra le IGP rispetto alle eccellenze già certificate come l’olio, il formaggio, la carota e il vino. Tutto questo alimenta un turismo enogastronomico di particolare interesse. La sfida passa attraverso la programmazione e la formazione. La Camcom sta programmando un corso di inglese per i tassisti e uno stage per la valorizzazione della enogastronomia per trenta giovani laureati. In cantiere un master sul turismo che tiene conto dei parchi letterari. Il cioccolato di Modica può, secondo Nino Scivoletto, direttore del Consorzio di tutela del cioccolato artigianale di Modica, essere uno strumento per avviare rapporti con la vicina isola di Malta, molto più avanti della Sicilia in termini di presenze turistiche. Il gap può essere colmato con la organizzazione di vettori aerei da e per Comiso per l’isola dei Cavalieri.

Ha annunciato che una compagnia aerea, dal 15 gennaio partirà un volo quotidiano tra Comiso e Malta con ulteriori sviluppi con Verona e Napoli.

C’è tantissimo ancora da fare. Per Rosario Dibennardo, presidente della Soaco, si pone il problema della destagionalizzazione dei flussi turistici e l’aeroporto di Comiso è di grande aiuto in questa direzione. Sul fare sistema e sull’organizzazione delle sinergie tra i comparti e i soggetti che operano nel settore turistico si è espresso Salvatore Tavolino, segretario generale della Filcams di Ragusa.

Dura l’analisi di Nico Torrisi, presidente di Federalberghi Sicilia che ha valutato il 72% di camere vuote in Sicilia se viste nell’arco dell’anno con una Regione siciliana che continua a mantenere un vuoto governativo assai preoccupante. Gli fa eco Mario Papa, presidente del Distretto turistico degli Iblei, che denuncia l’ingovernabilità del settore in Sicilia dove non è possibile programmare con certezza pacchetti turistici per l’eccessiva variabilità dei prezzi delle offerte.

Ci sono già spazi di recupero, secondo Rosalba Panvini, soprintendete ai BB.CC. di Ragusa, promotrice di tre convegni interessanti sul turismo.

Ritiene che sul piano dei valori condivisi in questa provincia si sono fatti dei passi in avanti con una maggiore attenzione per il paesaggio e quindi per i beni architettonici. Secondo la Panvini tutto si racchiude in tre parole: sapori, saperi e odori.

Ma il tema non poteva non affrontare la questione occupazione nel comparto. Secondo Salvo Leonardi, segretario generale della Filcams Sicilia, il turismo non supporta in modo stabile occupazione e con il dato che dal ’95 al 2012 sono stati 95mila i giovani qualificati costretti a lasciare l’isola per trovare lavoro altrove.

“Sono soddisfatto, commenta Giovanni Avola, delle conclusioni del convegno sul quale costruiremo una piattaforma rivendicativa che sarà utile non solo a fare il punto sulle cose discusse, ma soprattutto costituirà la verifica su quanto faremo e su quello che ci rimarrà da fare tra un anno o due anni. La Cgil guarda con grande interesse non solo la realizzazione delle infrastrutture ma soprattutto come queste possano rilanciare il turismo e quindi l’occupazione nel comparto”.

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