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“Nuove norme in materia di panificazione”, presentato a Ragusa il ddl licenziato dalla commissione

novembre 26
18:11 2013

Il presidente Salvatore Normanno e i Mazza“La Sicilia è stata sempre il laboratorio politico e sindacale del nostro Paese. Anche sul tema delle liberalizzazioni, la politica siciliana sta anticipando quello che in altre parti d’Italia si sta pensando e discutendo”. Con queste parole il presidente regionale di Assipan Sicilia-Confcommercio, Salvatore Normanno, ha presentato, stamani a Ragusa, il disegno di legge n. 1 “Nuove norme in materia di pianificazione” licenziato la scorsa settimana dalla terza commissione parlamentare dell’Ars e pronto per l’aula. “Un grande successo – ha continuato il presidente Normanno, che questa mattina ha tenuto una conferenza stampa assieme al segretario regionale Giovanni Arangio Mazza – per un’organizzazione datoriale dei panificatori che mai prima d’ora era riuscita ad entrare nel palazzo della politica siciliana per presentare le proprie istanze, le richieste di ogni singolo panificatore isolano. Per troppo tempo, il sistema della panificazione non ha ricevuto le meritate attenzioni. Stiamo parlando di un lavoro usurante, faticoso, ma colmo di responsabilità verso la comunità tutta. Per questo motivo, oltre a volere normare le aperture domenicali e festive, con il disegno di legge sono state introdotte norme che regolamentano il futuro ingresso degli operatori nel settore, attraverso delle discipline specifiche ed una maggiore professionalità. Il nostro è stato un comparto che per troppo tempo ha operato senza alcuna regola. Ecco perché vogliamo che tutto possa essere posto sotto attenzione anche per garantire quella sicurezza alimentare che tutti noi, da sempre, ricerchiamo”.
Il nuovo ddl, le cui linee guida sono state tracciate a partire dall’area iblea, e per questo motivo la conferenza stampa si è tenuta a Ragusa, punta la propria attenzione sulle liberalizzazioni degli orari di apertura. “Sappiamo che il decreto Salva Italia, in vigore dal gennaio 2012 – ha detto Arangio Mazza – ha previsto, tra le altre cose, la completa liberalizzazione degli orari di apertura. Le aperture domenicali e festive avrebbero dovuto dare nuovo slancio al commercio, far aumentare i consumi, creare nuovi posti di lavoro. Niente di tutto ciò è accaduto. Complice la crisi che ancora morde le famiglie, i consumi sono calati (dati nazionali) del 4,3% nel 2012, dato al quale si andrebbe ad aggiungere un -2% previsto per quest’anno. Tra l’inizio del 2012 e i primi sei mesi del 2013 si ha una stima della scomparsa di quasi 32mila esercizi del commercio al dettaglio e di 90mila posti di lavoro. E, ancora, si stima che 500mila locali commerciali sarebbero sfitti, con una perdita di 62 miliardi di euro di affitti non percepiti e 6,2 miliardi di euro di gettito fiscale andato in fumo (più di quanto si è racimolato nelle tasche della povera gente con l’aumento di un punto Iva)”.
“La discussione, e la successiva approvazione del disegno di legge – ha continuato Normanno – non è stata ancora calendarizzata nei lavori d’aula. Il nostro auspicio, ovviamente, è che il testo, che si compone di dieci articoli così come concordato nell’ambito della commissione, anche con il nostro raccordo, non sia stravolto e siano mantenute salve le indicazioni che intendono disciplinare l’attività di panificazione in ordine agli orari, alla professionalità, all’esercizio abusivo sia della panificazione che della vendita. Ringraziamo i parlamentari che compongono la commissione e che si sono prodigati per raccogliere in maniera propositiva i suggerimenti che abbiamo loro fornito affinché potesse venire fuori un testo legislativo in grado di garantire le risposte necessarie all’intero comparto”.

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Veronica Barbarino

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