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Commemorazione dei defunti. “Questi momenti non possono essere sostituiti dal rito consumistico di Halloween”

Ottobre 30
12:582013

Don Giorgio Occhipinti (2).L’Ufficio diocesano per la Pastorale della salute, in occasione delle giornate dedicate alla Commemorazione dei defunti e a Tutti i Santi, ha programmato per martedì 5 novembre un pellegrinaggio al cimitero di Ragusa con medici, operatori sanitari, volontari Avo, componenti delle associazioni di volontariato sanitario e parrocchiale oltre ai semplici cittadini che vorranno partecipare. Per chi vuole essere presente alla preghiera, in occasione dell’Anno della Fede, l’appuntamento è fissato alle 15 davanti al portone del cimitero di Ragusa centro, per visitare i defunti e pregare per loro. La preghiera si concluderà con il Credo. Chi lo vorrà potrà, poi, partecipare, a partire dalle 17, alla celebrazione eucaristica nella cappella dell’ospedale Civile che sarà animata dai volontari dell’Avo. “Ci avviciniamo a due giorni importanti per i cristiani, ma più in generale per tutto il nostro popolo: la festa di Tutti i Santi e la Commemorazione dei Defunti, 1 e 2 novembre. Sono due giorni a cui la nostra gente guarda da tutto l’anno”: è quanto afferma il direttore dell’Ufficio diocesano, don Giorgio Occhipinti, il quale chiarisce che questi momenti non possono in alcun modo essere sostituiti da Halloween. “In sintesi – aggiunge don Occhipinti – si può dire che mentre Hallowen è l’esaltazione della morte, del buio, del terrore, la Festa di Tutti i Santi e la Commemorazione dei defunti costituiscono la celebrazione della vita, di quella vita oltre la morte fisica che è parte fondamentale della Fede cristiana e che ci sostiene, quando qualche nostro caro ci abbandona, nella fiducia in un incontro futuro. Questo è ciò che davvero conta e che va oltre tutte le considerazioni circa il battage consumistico attivato intorno a queste date”. “Le nostre comunità – dice ancora don Occhipinti – sono chiamate a celebrare questi giorni con particolare attenzione e profondità. Occorre riscoprire la gioia della fede. Perché questo possa accadere, però, è necessario che la fede torni ad essere un’esperienza viva, consapevole, capace di dare forma alla vita. Ed è ciò che l’ufficio per la Pastorale della Salute si propone di aiutare a vivere proprio in occasione dell’Anno della Fede dedicato alla Chiesa”.

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