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Sostegno diversamente abili. Ottenere i finanziamenti da parte della Regione

ottobre 18
11:48 2013

CGIL-Giovanni-AvolaSi è svolta nei locali della Camera del Lavoro di Modica l’assemblea delle operatrici del servizio di sostegno per i soggetti diversamente abili della provincia di Ragusa. Ad oggi, come è noto, a oltre un mese dall’apertura del nuovo anno scolastico in 140 sono costretti a disertare le lezioni e le operatrici, oltre 40, non sono state chiamate in servizio in quanto la Provincia, erogatore del servizio stesso, non può garantire la copertura finanziaria del progetto. All’assemblea sindacale, oltre ai lavoratori, erano presenti: Giovanni Avola, segretario generale della CGIL di Ragusa, Nicola Colombo e Piero Pisana, rispettivamente segretari delle Camere del Lavoro delle città di Ragusa e di Modica. Nel corso dell’incontro, i dirigenti sindacali hanno fatto il punto della situazione affermando che a giorni il servizio partirà, dato che tra le pieghe del bilancio il Commissario straordinario della Provincia di Ragusa, Giovanni Scarso, è riuscito a reperire le somme necessarie per l’avvio del servizio fino a novembre. “ Da quella data in poi – ha dichiarato Giovanni Avola – ci dobbiamo impegnare tutti e cioè utenti e famiglie, istituzioni locali, operatori e sindacato per ottenere i finanziamenti da parte della Regione fino termine dell’anno scolastico, vale a dire giugno 2014”.
Da parte sua, Nicola Colombo, ha esplicitato il parere della CGIL sul fatto che il servizio deve rimanere sotto l’egida della Provincia perché – ha spiegato – “ solo così si potrà garantire a tutti i lavoratori la continuità dell’impiego e agli utenti la continuità del servizio col personale qualificato e già a conoscenza delle problematiche di ogni singolo soggetto”. Piero Pisana ha ricordato come la battaglia complessiva per i servizi nel territorio, e in particolare quella a sostegno dei diversamente abili, “ è una battaglia difficile a fronte dei tagli che si registrano ma che il Sindacato deve necessariamente fare per mantenere gli attuali standard di assistenza e per garantire agli operatori impegnati, lavoro e reddito”.

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