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E’ Legge il decreto sul femminicidio

ottobre 16
10:27 2013

Venera  Padua“Tre aspetti innovativi e particolarmente rilevanti. Finalmente il decreto legge sul femminicidio è stato approvato anche in Senato. Non ci lascia completamente soddisfatti. Ma è comunque un inizio. Con la speranza che possa servire a dare una risposta alle numerose criticità di un fenomeno diventato devastante”. E’ quanto sostiene la senatrice del Pd, Venera Padua, che si sofferma sulle novità. “In primo luogo – afferma Padua – è stata introdotta come aggravante la relazione affettiva, come nuovo parametro su cui tarare la pena. Ciò per tenere conto del fatto che nella maggior parte dei casi l’autore della violenza è un ex fidanzato, un compagno o un ex marito. La seconda novità è costituita dall’irrevocabilità della pena: si tratta di una questione molto controversa, che ha sicuramente acceso gli animi tra pareri contrapposti, esattamente tra chi voleva la norma, per evitare che le denunce venissero in un secondo momento ritirate dalle vittime, e tra chi invece temeva che le vittime, sapendo dell’irrevocabilità, fossero disincentivate dallo sporgere denuncia”. Il terzo punto è costituito dalla norma sulla cosiddetta violenza assistita. “Il testo – prosegue Padua – introduce infatti un’aggravante quando la violenza si consuma in danno o in presenza di minorenni. Questa novità è molto importante, perché riconosce il danno psicologico creato dalla violenza assistita nel minore e perché previene il rischio che la violenza diventi una tradizione di famiglia. Non esiste infatti un cattivo oppure un buon esempio: esiste solo un esempio, che viene emulato e che si trasmette per «contagio». Questo circolo vizioso va interrotto, anche grazie a questo strumento”. In questo decreto, insomma, ci sono misure importanti che peraltro vengono richieste dalla Convenzione di Istanbul che è stata firmata non meno di tre mesi fa. “L’auspicio – conclude la senatrice Padua – è che possano esserci percorsi comuni tra uomini e donne per costruire insieme strategie contro la violenza. Un primo passo è stato fatto. Ma ne servono numerosi altri”.

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