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Il Pd chiede un primo bilancio dell’attività svolta e i programmi per il futuro

ottobre 04
11:53 2013

calabreseI fatidici cento giorni. Sono già trascorsi. Ma l’Amministrazione Piccitto non ha ancora tracciato alcun bilancio della propria attività. Per questo motivo, è il Partito Democratico di Ragusa a chiedere ufficialmente un rendiconto dell’azione portata avanti circa la programmazione riguardante il futuro della città, la pianificazione che si intende porre in essere. “Abbiamo atteso che il tempo trascorresse – afferma il segretario cittadino del Pd, Giuseppe Calabrese – proprio per non dare l’impressione di avere il fiato sul collo dell’attuale Giunta. E però, ora che i nuovi amministratori di palazzo di Città hanno avuto tutto il tempo per ambientarsi, è evidente che un grande partito riformista come il Pd si chieda che cosa è stato fatto in questi mesi e, soprattutto, come si intendono affrontare i prossimi. In realtà, ci aspettavamo che potessero essere il sindaco Piccitto e i componenti della sua Giunta a tracciare un primo bilancio in vista di una scadenza tradizionalmente così importante. Considerato che a nessuno è venuto in mente di rendere edotta la città sui passi compiuti e su quelli che si intendono compiere, siano noi a rompere il ghiaccio e ad avanzare una istanza, per così dire, pubblica proprio allo scopo di comprendere in che direzione ci stiamo muovendo. Promuovano un incontro con la città, differente da quello odierno sul bilancio, in cui comunicare tutto ciò. Lo facciamo perché siamo responsabili nei confronti della città, perché abbiamo una dotazione di voti che, piaccia o no, ci ha resi il primo partito di Ragusa, perché vogliamo fornire, se ce ne sarà data la possibilità, un contributo in termini di idee e proposte che possono arrivare solo da una realtà democratica come quella che il Pd, con i suoi organismi dirigenti, è in grado di manifestare. Speriamo che, al contrario di quanto accaduto in questi ultimi mesi, la Giunta di M5S trovi uno spazio anche per dialogare con la politica, nell’accezione più elevata del termine, e che non trascuri a priori la possibilità del confronto. Perché confronto significa crescita, perché il confronto è necessario per guardare avanti, anche con chi si trova all’opposizione”.

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