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L’ospedale di Scicli punto spoke della rete reumatologica regionale

Settembre 11
10:502013

Ospedale-busacca-scicliE’ attivo, già da qualche giorno, un nuovo ed aggiuntivo incarico di uno specialista in malattie reumatologiche, per garantire il miglioramento organizzativo provinciale dei servizi offerti in ambito reumatologico (integrazione ospedale- territorio). Il polo reumatologico (punto Spoke) individuato presso l’ospedale di Scicli, si avvale delle attività lavorative del reumatologo specialista ambulatoriale interno, dott. Mario Bentivegna, con funzioni di responsabile della Rete reumatologica provinciale, del reumatologo ospedaliero, dott. G. Galfo, Responsabile del Centro Prescrittore per i farmaci biotecnologici, entrambi i sanitari saranno affiancati, per l’appunto, da un reumatologo attinto dalle graduatorie della specialistica ambulatoriale convenzionata interna. I fondi specifici, per garantire questo servizio, sono stati stanziati nei “Progetti Obiettivo di Piano Sanitario Nazionale: intesa Stato Regioni”. Già accreditati quelli per l’anno 2013/2014. La Sicilia è stata la prima regione italiana a dotarsi di una rete reumatologica regionale per l’assistenza ai malati di patologie osteoatrticolari; in essa, infatti, sono state inserite le linee guida per le artriti, l’artrosi, l’osteoporosi, le spondilartriti, le connettiviti. L’obiettivo fondamentale è quello della diagnosi precoce come presupposto essenziale per limitare, se non bloccare, la progressione invalidante delle varie patologie. In tutto il nostro Paese sono oltre 4 milioni i pazienti affetti da patologie reumatologiche, in linea con quanto enunciato nella legge regionale di riforma n. 5/2009.In particolare lo spirito della riforma prevede che il servizio sanitario regionale, in funzione di rigorosi ed accertati criteri e fabbisogni epidemiologici, deve promuove azioni volte a realizzare una qualificata integrazione dei servizi sanitari e socio-sanitari, anche attraverso il necessario trasferimento dell’offerta sanitaria dall’ospedale al territorio, favorendo, così, l’instaurarsi di relazioni funzionali tra operatori ospedalieri e territoriali allo scopo di ottimizzare il sistema della continuità assistenziale nei processi di prevenzione, cura e riabilitazione. “I nostri reumatologi stanno riempendo, con grande impegno le maglie della rete di un numero sempre maggiore di pazienti, risparmiando loro di recarsi in altre strutture specialistiche extra regione – ha spiegato Aliquò – “mettendo a loro disposizione una rete informatizzata, in cui inserire i dati e realizzare un osservatorio epidemiologico e un vero e proprio registro delle malattie reumatologiche”.

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