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Consorzi di comuni. Minardo riparte dalla Capitale della Contea

Agosto 30
14:022013

minardo primopianoC’è una bozza per sistemare la questione delle province. Si parte dalla proposta delle tre aree metropolitane, la riduzione a circoscrizione dei comuni limitrofi alle aree metropolitane, l’istituzione di nove liberi consorzi (oltre che le Eolie e le Pelagie), consiglio dei sindaci e dei comuni con elezioni di secondo grado. Nessuna retribuzione, ma solo rimborsi, per gli amministratori dei consorzi. Rifiuti e distribuzione idrica ai nuovi enti, parcheggio delle funzioni alla Regione per il tempo della transizioni. Questo il quadro di riferimento, in linea di massima. Le competenze consortili sono assegnate ai sindaci e a enti di secondo livello per i quali non è prevista l’elezione diretta. Le Province, svuotate di funzioni, resteranno in piedi fino all’entrata in vigore della riforma costituzionale. Le Unioni dei comuni sono dunque composte dai sindaci dei piccoli comuni. Per le aree metropolitane è prevista altresì la Conferenza dei sindaci, composta dai primi cittadini dei comuni di tutta l’area metropolitana al fine di esaminare e approvare bilanci e statuti. Due le scadenze: 1 gennaio 2014, 1 luglio 2014. Entro il primo giorno di gennaio si costituiscono le città metropolitane, entro il 1 luglio sono operative e sostituiscono le province di riferimento. Sotto osservazione ben cinquemila enti statali, regionali, locali: molti di questi enti potrebbero essere giudicati “impropri” e cancellati. In tutto questo bailamme ecco la riflessione di nino Minardo, l’on del PDL, che vedendo avvicinarsi la soppressione delle province con la conseguente creazione dei consorzi tra comuni ha dichiarato: non si può vedere i territori spettatori passivi delle decisioni del governo regionale. Anche in provincia di Ragusa, senza penalizzare nessuna realtà e senza perseguire anacronistiche battaglie di campanile, va sfruttata l’occasione per rispettare la vocazione e la storia delle singole città. Accanto ad una Ragusa capofila del consorzio Ibleo, ad una Vittoria che da Gela a Comiso rappresenti il volano di sviluppo per un area nella quale la fascia trasformata e l’agricoltura siano elemento di aggregazione storica ed economica, Modica può e deve essere capofila del Consorzio del Sudest. Da Avola a Noto, da Scicli ad Ispica, da Pozzallo a Rosolini, l’anima del riconoscimento UNESCO legato al Val di Noto ed al suo barocco può diventare, oltre che meta turistica d’eccellenza, anche momento di sintesi geografica e amministrativa attorno a quella che fu l’antica capitale della Contea”.

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