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Nuova campagna di scavo alla ricerca delle radici bizantine

Agosto 06
15:502013

archeologiparcoCon la prima campagna, condotta lo scorso anno, erano state evidenziate le prime prove della stabile presenza di gruppi rurali bizantini (in pratica gli antesignani delle molto più recenti “masserie”) nel territorio ibleo. Adesso, ormai da qualche giorno, un qualificato gruppetto di giovani archeologi del Parco museale di Camarina ( i dr. Luana Cabbibbo, Francesca Cannizzaro, Francesco Cardinale, Michele Criscione, Roberto Grana, Maria Luisa Leggio, Lorenzo Zurla, Giusy Ventura) guidati dal direttore del parco dr. Giovanni Distefano (terzo da destra, con alcuni di loro nella foto) ha iniziato una seconda campagna di scavi nella zona “Buttino – Cento Pozzi”. Muovendosi in completo accordo con la soprintendente ai Beni Culturali Rosalba Panvini, gli archeologi hanno affrontato il caldo e le scomodità per portare avanti le complesse ricerche: accompagnate da scavi che hanno già consentito di individuare il perimetro meridionale di una fattoria e di una chiesetta rurale dedicata a S.Biagio dalle fondazioni di epoca bizantina, e rinvenire una moneta, ceramiche, un peso piramidale e vari oggetti. Sembrano abbastanza probabili altri ritrovamenti, che varrebbero da sicura attestazione per importanti radici bizantine: da inserire tra le più “attenzionabili” da parte degli studiosi. Con la seconda campagna di scavo si vuole raggiungere una più approfondita conoscenza della radici della storia ragusana <possibili da scoprire – secondo il direttore del parco dr. Distefano – solamente grazie ad indagini dirette compiute sul territorio. Le origini bizantine di Ragusa sono rilevabili nei numerosi edifici rurali di quel periodo storico diffusi per l’intero nostro altopiano”

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Lina Giarratana

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