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Prosegue la settimana del volontariato a Pozzallo.

Luglio 30
22:352013

volontariatoLunedi sera alle ore 20, presso l’Anfiteatro Pietrenere, si è svolto un importante momento di riflessione sul tema “Il volontariato, le Istituzioni e la crisi. Quale futuro?”. Presenti al dibattito il dott. Paolo Santoro, referente per il distretto Ragusa 1 del Centro Servizi Volontariato Ibleo, il dott. Giampiero Saladino, direttore della Scuola per Assistenti Sociali “Ferdinando Stagno D’Alcontres”, la dott.ssa Matilde Sessa, vice direttore della Scuola per Assistenti Sociali “Ferdinando Stagno D’Alcontres”, la dott.ssa Carmela Basilico, assessore ai servizi sociali del Comune di Scicli. Il dibattito si è svolto presso l’Anfiteatro Pietrenere, dove sono state sviscerate le problematiche inerenti il tema del volontariato, tra la proiezione di un cortometraggio e quella di un film. “Al giorno d’oggi – ha sottolineato l’assessore Basilico – risulta alquanto difficile evitare di tagliare alcuni servizi, anche importanti, relativamente ai servizi sociali. Purtroppo le economie di tutti i comuni sono davvero scarse e le somme da impiegare al servizio della persona sono sempre più esigue. Spetta ai Comuni, però, trovare le soluzioni adatte a far si che le persone più disagiate possano vivere dignitosamente, avendo garantiti servizi in grado di fornire loro un importante e qualificato aiuto”.

“C’è la necessità di chiarezza, oggi più che mai, – afferma il dott. Santoro –da parte della Regione Sicilia nell’ambito dei servizi sociali e del delicatissimo ruolo del volontariato nella società di oggi. Chiediamo che sia applicato l’articolo 10 L.R. 22 del 1994 al fine di poter dare un concreto apporto al miglioramento dei servizi. Ci presentiamo ormai come un volontariato maturo e preparato che sa organizzarsi in rete e quindi riteniamo indispensabile la rappresentanza in tutte le sedi di programmazione e gestione dei servizi per le politiche sociali”.
Il dott. Saladino ha portato il saluto a nome della Scuola “F. Stagno D’Alcontres”, che fu fondata nel 1969 da Padre Scimè a Modica come Scuola di specializzazione post diploma, e che nel 1994 divenne sede di diploma universitario e nel 2000, con la riforma Zecchino, sede decentrata del corso di laurea triennale in scienze del servizio sociale dell’università di Messina. 181 studenti, 627 laureati di cui 44 solo nell’ultimo anno, oltre il 70 % occupati in provincia e nel sud est siciliano, più un 15 % che continua gli studi post laurea, tramite la laurea specialistica o il percorso di abilitazione alla professione di assistente sociale: sono questi i numeri, davvero importanti, snocciolati ieri sera nel corso del dibattito.

“Quando Paolo Santoro mi ha proposto di patrocinare l’iniziativa – afferma il dott. Saladino – ho accolto subito e volentieri la sua proposta, perché mi è sembrato che il tema fosse di assoluta rilevanza e di drammatica attualità. Pensare il futuro, e non solo del volontariato, è certamente la sfida che, nonostante il buio del nostro tempo, non possiamo non raccogliere con forza e tutti insieme. Ringrazio anche il dr. Ignazio Di Fazio, presidente del CSVE e il sindaco di Pozzallo, Luigi Ammatuna, che hanno con noi creduto al valore di questo incontro.

Oggi non è pensabile fare a meno di questa professionalità, per quanto sia retribuita, e quindi abbia un costo per la comunità, sia perché sono cambiate le aspettative, sia perché professionalità significa efficienza, efficacia e quindi risparmio, sia perché ce lo chiedono le Istituzioni internazionali e la legislazione nazionale e regionale, sia perché 488 mila persone retribuite attivano una rete di solidarietà di 5 milioni di persone”. Poi Saladino ha parlato dell’importanza dell’intervento delle Istituzioni. “La Pira diceva che lo Stato e la politica devono servire i bisogni sociali dei più poveri e bisognosi, perché i ricchi possono provvedere a se stessi anche da soli. Io – afferma Saladino – sono della sua opinione. Le istituzioni devono quindi operare, specie in periodo di crisi, avendo come attenzione prioritaria i bisogni sociali. Peraltro, siamo in una terra con poche realtà imprenditoriali private che possano finanziare il volontariato al punto da renderlo autosufficiente senza risorse pubbliche. Certo, politiche di fund raising si possono e debbono fare, ma il volontariato e il non profit devono poter contare sulla certezza della continuità e di livelli professionali indiscussi. Bisogna che le istituzioni tutte, a partire da quelle più vicine alle realtà del bisogno, come comuni, loro consorzi e regione, diano priorità assoluta alle politiche sociali. “

 

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