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Acqua a chi ne ha tanta. Un’altro sperpero ibleo?

Luglio 20
10:452013

Diga“Restiamo noi sconcertati ed allibiti per le dichiarazioni fatte dal commissario del consorzio di bonifica provinciale n.8, Giuseppe Dimino, che sicuramente non ha mai conosciuto il territorio e che si erge a difesa di una infrastruttura pubblica che da anni rappresenta lo scandalo più eloquente dello sperpero di denaro pubblico, in beffa a tutti gli agricoltori e ai proprietari della zona”. Così il comitato degli agricoltori e dei proprietari terrieri di Pozzo Cassero, Balatazza e Santo Vito replica alle affermazioni del vertice dell’ente consortile rispetto alle pesanti problematiche sollevate nei giorni scorsi dagli stessi componenti dell’organismo costituitosi proprio per l’occasione. “Il commissario, molto probabilmente – dice il comitato – ignora non solo la realtà del passato ma anche quella odierna. Ecco perché ci permettiamo di renderlo edotto della situazione considerato che ogni giorno, da decenni, anzi da secoli, noi e le nostre famiglie, a cominciare dai nostri avi, abbiamo sempre vissuto e lavorato in questo territorio. Basterebbe ricordare che la contrada “Pozzo Cassero” si fregia di questo nome in quanto da tempo immemorabile il territorio era ricchissimo di acqua nel sottosuolo che aiutava non solo le famiglie ma anche e soprattutto le aziende agricole che durante gli anni si sviluppavano e progredivano. Quando in tempi recenti il consorzio di bonifica si è adoperato per sperperare soldi pubblici pur di portare l’acqua proprio in quel territorio e a quelle aziende agricole che già da tempo ne fruivano abbondantemente, è stato come realizzare delle infrastrutture, buttando denaro, per portare il ghiaccio agli eschimesi. Diciamolo pure. La presenza del consorzio ha solo creato danni, e molto seri, all’economia agricola del territorio distruggendo terreni, servitù che hanno fatto perdere valore alle proprietà, disagi di ogni tipo da riempire intere pagine di lagnanze. Tutto questo senza che agli stessi residenti e alle varie aziende agricole sia mai stato concesso alcun vantaggio. Ora, invece, il consorzio stesso intende, con tanta magnificenza e bontà, migliorare la perequazione delle aziende agricole. Non possiamo permetterci di subire simili soprusi in un periodo in cui le nostre fronti grondano gocce non di sudore ma di sangue, disturbati dal fatto di assistere anche allo sperpero di denaro pubblico messo nelle mani di pubblici funzionari che non sembrano comprendere il dramma a cui vanno incontro famiglie e imprese. E’ altresì sorprendente come questo finanziamento sia stato “lavorato” allo scopo di portarlo a compimento a “luci spente” considerato l’ ardore che si sostiene avere per l’agricoltura ed il territorio. Viste le finalità imposte dalla Comunità europea che sgancia il finanziamento, invitiamo il dott. Dimino a verificare l’inutilità dell’investimento, confrontando la decisione 735 del 18 febbraio 2008 della Comunità europea inerente il programma di sviluppo rurale della Sicilia, nonché le strategie di rilancio agricolo stabilite a Lisbona. A questo punto, riteniamo che il commissario sarà presente alla conferenza dei servizi convocata dal sindaco del Comune di Modica. E sentiremo dalla sua viva voce quali sono le giustificazioni addotte per portare avanti questo iter procedurale che ha semplicemente dell’incredibile”.

 

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