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Continua il contrasto alla pesca di frodo a Scoglitti

giugno 24
11:13 2013

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Il trascorso fine settimana è stato dedicato al contrasto alla pesca di frodo nelle acque antistanti la frazione di Scoglitti. Nello specifico i militari della locale Stazione Carabinieri, tra cui anche l’equipaggio del battello pneumatico andato in fiamme martedì scorso, hanno deferito in stato di libertà tre acatesi ed un vittoriese, di cui due muratori, un bracciante agricolo ed un commerciante, poiché sorpresi alle 4.00 di domenica mattina, a bordo di un natante del tipo “Open Manta” con motore Mercury 150 hp, fare rientro nel porto di Scoglitti ed intenti a sbarcare un contenitore in plastica con pesce novellame del tipo “pesce spada” sottomisura del peso complessivo di 15 kg circa. Il pescato, a seguito della prescritta visita veterinaria effettuata dai sanitari dell’ A.S.P. di Ragusa, veniva donato ad un orfanotrofio di Comiso. Gli stessi dovranno rispondere dei reati previsti dal Decreto Legislativo nr. 4 del 2012 che concerne le “Misure per il riassetto della normativa in materia di pesca e acquacoltura”, entrata in vigore nel febbraio 2012 al fine di dare corretta attuazione ai criteri ed agli obiettivi previsti da alcuni regolamenti comunitari istitutivi di un regime europeo per prevenire, scoraggiare ed eliminare la pesca illegale, non dichiarata e non regolamentata. La pesca di frodo è un reato che la citata normativa punisce con l’arresto da due mesi a due anni o con l’ammenda da 2.000 euro a 12.000 euro, salvo che il fatto non costituisca più grave reato. Nello specifico il “pesce spada” per essere pescato non deve essere inferiore a 120 cm di lunghezza. Inoltre, la legge prevede che in caso di cattura accessoria o accidentale di esemplari di dimensioni inferiori alla taglia minima, questi debbono essere rigettati in mare.
L’ultimo rapporto “Mare Monstrum” di Legambiente illustra che la pesca di frodo è aumentata dell’8,6% nel 2012, rispetto all’anno precedente, un fenomeno illegale che pesa per il 39,7% sul totale degli illeciti commessi contro i mari e le coste italiani. Complessivamente, nel 2012, nel settore della pesca di frodo sono state commesse 5.360 infrazioni, sono state denunciate 5.521 persone e sono stati effettuati 1.074 sequestri. La Sicilia guida la classifica con il 19,5% degli illeciti sul totale nazionale, seguita dalla Puglia (14,8%), dalla Campania e dalla Calabria. In salita, infine, anche il numero di violazioni al Codice di navigazione e alle norme che regolano la nautica da diporto (+13,9%). Alla luce di ciò, il contrasto alla pesca di frodo ha costituito fin dalla scorsa estate, una delle priorità dell’Arma dei Carabinieri nella frazione di Scoglitti. Difatti, prima dell’operazione di sabato, nell’estate del 2012 il battello pneumatico dei Carabinieri della Compagnia di Vittoria supportato da personale della locale Stazione aveva effettuato altre operazioni in tale settore, ovvero: il 21 luglio 2012 era stato deferito in stato di libertà un palermitano cl. 72, poiché sorpreso ad effettuare la pesca a traina di telline, mediante l’ausilio di un attrezzo tipo “rastrello” costruito artigianalmente con tubi in acciaio e rete della lunghezza di circa 1 metro. Lo stesso era stato trovato in possesso di 14 kg di telline sottomisura, le quali venivano sottoposte a sequestro unitamente all’attrezzo vietato; qualche giorno dopo, il 28 luglio 2012, era stato deferito invece un vittoriese cl. 59 con precedenti specifici in materia, per aver pescato 200 kg circa di prodotto ittico sotto misura, suddiviso in 14 esemplari di novellame di pesce “spada”, nr. 2 esemplari di tonno pinna gialla e nr. 3 esemplari di aguglia imperiale. A seguito della sua condotta, oltre al sequestro del pesce e dell’imbarcazione, era stata elevata una sanzione amministrativa di 4.000 euro; il 9 agosto successivo, nel corso di un controllo al Mercato Ittico di Scoglitti erano state deferite in stato di libertà 4 persone, poiché trovate in possesso di cassette di triglie di misura inferiore a quella consentita, per un peso complessivo di 20 kg. Lo stesso giorno ad Acate era stato deferito un vittoriese di origine gelese poiché sorpreso a vendere su un furgone, sprovvisto di impianto di refrigerazione, diverse cassette di polipi, triglie, merluzzi, gambero rosa e cefali, per un peso complessivo di 28 kg, risultati in cattivo stato di conservazione e sottomisura. Per tale motivo era stato deferito anche per tentata frode alimentare nonché per violazione della normativa sanitaria.
Nel complesso, nell’estate 2012 erano stati sequestrati circa 600 kg di pesce novellame. In tutte le occasioni, dopo la visita veterinaria di rito, il pescato ancora in buono stato di conservazione era stato donato ad un orfanotrofio di Comiso e ad un centro anziani di Vittoria. Continuano così i controlli nella frazione rivierasca a meno di una settimana dall’incendio del battello pneumatico. Mercoledì erano stata sottoposta a verifica la normativa sulla piccola pesca, la sicurezza della navigazione e la nautica da diporto, ed i militari avevano denunciati a piede libero 2 pescatori professionisti per inosservanza delle norme sulla sicurezza della navigazione con contestuale fermo amministrativo delle barche interessate in attesa di accertamenti tecnici più approfonditi e un diportista era stato contravvenzionato poiché privo di copertura assicurativa della propria imbarcazione della quale era stato disposto il sequestro amministrativo. Giovedì il controllo era stato concentrato all’interno ed all’esterno del mercato con l’elevazione di 10 contravvenzioni confronti altrettanti soggetti per il mancato rispetto dell’Ordinanza della Capitaneria di Porto di Pozzallo che vieta l’accesso nelle aree riservate del porto delle autovetture, per un totale di circa 1.000 euro. Venerdì erano state sequestrate due reti tipo tremagli a galla lunghe circa 50 mt. ognuna, le quali erano state immediatamente salpate e sottoposte a sequestro penale poiché non segnalate ed immersa in zona vietata.

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