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La riforma scellerata

maggio 31
09:57 2013

foto stampaIl Consiglio Giudiziario della  Corte di Appello di Catania nella seduta del  22.5.2013, in composizione allargata, ha espresso all’unanimità parere favorevole alla richiesta della Presidenza del Tribunale di Ragusa per l’utilizzo del Palazzo di Giustizia di Modica al servizio del Tribunale di Ragusa per il tempo necessario all’adeguamento dei locali utilizzabili nella sede centrale cosi come prevede dell’art. 8 commi 1 e 2 del D.Lgs n.155/12.

L’intera documentazione, suffragata da quest’ultimo parere, è stata inviata al Ministero della Giustizia per l’ulteriore istruttoria finalizzata  all’adozione del decreto ministeriale di cui allo stesso art. 8 .

Invero, il trenta aprile era scaduto il termine per l’attivazione da parte del Tribunale di Ragusa della procedura di cui all’art 8, commi 1 e 2 D.Lgs 155/12, ossia il mantenimento, per non più di 5 anni, degli immobili, sede degli uffici soppressi, a servizio dell’ufficio giudiziario accorpante. L’obiettivo della norma è quello di procedere nel più breve tempo possibile alla dismissione delle strutture ove sono allocati gli uffici soppressi e alla conseguente concentrazione degli stessi presso gli uffici accorpanti.

Il Ministero della Giustizia ha diramato le linee guida per l’attuazione della procedura di utilizzo dell’immobile previsto dall’art. 8, sottolineando che per l’attivazione occorrono “motivate e comprovate specifiche ragioni organizzative e funzionali poste a fondamento della stessa  con riferimento all’impossibilità di praticare soluzioni alternative che consentono la concentrazione degli uffici soppressi presso la sede accorpante entro il termine di efficacia del 13 settembre 2013.”  Da ciò si desume che lo strumento ha natura eccezionale, temporanea, non dilatoria, che può essere esperito dal Presidente del Tribunale accorpante (Ragusa) solo all’esito di:

a) un accurata analisi degli spazi disponibili.

b) negativa interlocuzione con il comune ove si trova l’ufficio accorpante, c) negativa interlocuzione con l’agenzia del demanio territorialmente competente.

La Presidenza del Tribunale di Ragusa, nella persona del facente funzioni dott. Salvatore Barracca, si è subito attivata con estrema competenza, sollecitudine e correttezza nel porre in essere tutto quanto era necessario per evitare il blocco delle attività giudiziarie, qualora non si fosse attivato lo strumento previsto dall’art. 8 del D.Lgs 155/2012.

Tutta la complessa attività ed i necessari passaggi tecnici e burocratici sono stati concertati, all’unisono con i vertici del Tribunale di Modica visto che a breve l’attuale Presidente del Tribunale di Modica, Dott. Giuseppe Tamburini si insedierà come Presidente del Tribunale di Ragusa e pertanto dovrà essere Lui a gestire la complessa attività di fusione dei due Uffici Giudiziari.

La Presidenza del Tribunale di Ragusa è stata costretta ad attivare la procedura di utilizzazione della sede soppressa poiché ricorrono oggettive e specifiche ragioni organizzative e funzionali, eccezionali ed indifferibili, in quanto l’attuale palazzo di giustizia di Ragusa non può materialmente ospitare il personale proveniente dagli uffici accorpanti ( circa 100 unità), in aggiunta a quello proprio e della locale Procura della Repubblica ( un centinaio ), ed è per questa ragione che la presidenza di Ragusa si è vista “obbligata” a richiedere al Ministro della Giustizia la possibilità di utilizzare il palazzo di giustizia di Modica a servizio del tribunale di Ragusa per un periodo di cinque anni a decorrere dalla data di efficacia di cui all’art. 11, comma 2, D.Lgs. 155/2012.(13 settembre 2013).

Il dott. Barracca , nella qualità di presidente ff del Tribunale di Ragusa ed il Dott. Tamburini  presidente in attesa di insediamento a Ragusa, hanno fatto tutto quello che era possibile fare per trovare una soluzione  idonea che potesse evitare l’utilizzazione del presidio di modica, ma si sono scontrati con dei dati oggettivi insuperabili: in primis, il Comune di Ragusa non ha la pronta disponibilità del locale individuato (ex IPC di piazza Carmine) e non è in grado di provvedere alla consegna entro la data del 13.09.2013; in secundis, l’agenzia del demanio ha la disponibilità di un locale ( ex INPDAP di via Ercolano) ma questo necessita di lavori di  adeguamento a struttura giudiziaria,  che non possono essere definiti entro la data di entrata in vigore del decreto legislativo.

Pertanto, all’esito degli atti e dei passaggi burocratici previsti dalla normativa, (convocazione della Commissione manutenzione, interlocuzione con gli enti locali, pareri dei consigli dell’ordine degli avvocati di Modica e Ragusa) la Presidenza di Ragusa ha formalmente attivato la proceduta prevista dall’art.8 commi 1 e 2 del D.Lgs 155/2012 poiché intende utilizzare la struttura del soppresso tribunale di Modica, oltre che come archivio, “soprattutto per l’area civile con autonoma gestione dei relativi servizi di cancelleria”.

Tale determinazione  non è tanto una “scelta” organizzativa ,  ma una “necessità” di organizzazione temporanea, ragionevole e di buon senso.

Infatti, considerato che a Ragusa deve obbligatoriamente rimanere il settore penale del Tribunale, in quanto l’unica aula dotata del sistema di video conferenza si trova ubicata presso quella sede, anche l’Ufficio della Procura della Repubblica deve essere centralizzato nella sede di Ragusa  unitamente a tutto quello che è direttamente connesso al settore penale : Polizia Giudiziaria, l’ufficio Gip, il Gup, il giudice penale monocratico e il Collegio Penale , le cancellerie ed i magistrati che trattano gli affari penali;

Il Palazzo di Giustizia di Ragusa  con l’allocazione di questi uffici e del personale proveniente dalla sezione staccata di Vittoria, supera i limiti di capienza così come previsti dai criteri dettati dall’art. 3 co.9 D.L 95/2012.

Tutto il resto va necessariamente allocato nella sede di Modica, che dovrà quindi trattare gli affari giudiziari in alcuni settori dell’area civile con autonomia gestionale dei servizi di cancelleria.

Ovviamente il Presidente ff del Tribunale di Ragusa,  in pieno accordo con il Presidente Tamburini, ha voluto sottolineare che , “qualora venissero messi a disposizione del Tribunale di Ragusa locali adeguati in cui dislocare tutto “ il personale riunito “, magistrati compresi, e quanto occorrente per la piena funzionalità di un ufficio giudiziario ( aule, archivi, arredi, attrezzature etc. ) prima del quinquennio di moratoria, cesserebbe immediatamente, ante tempus, l’utilizzo della struttura al servizio del soppresso tribunale di Modica”.

I vertici dei Tribunale di Ragusa e Modica hanno operato nel rispetto della legge utilizzando tutti gli strumenti previsti  per alleviare i disagi e garantire la fruizione del servizio giustizia nel miglior modo possibile a tutti i cittadini della Provincia

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