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Il mercato di Ragusa

maggio 11
09:52 2013

Mercato ortofrutticolo RagusaE’ di qualche giorno fa la notizia che la Camera di Commercio ha firmato un protocollo d’intesa con il Mercato ortofrutticolo di Vittoria finalizzato ad aiutare le produzioni nella commercializzazione. Oggi un consigliere comunale di Ragusa ci ricorda che esiste anche la crisi per il  mercato ortofrutticolo nella città capoluogo del quale mercato molti ne sconoscono addirittura l’esistenza e l’ubicazione. “si calcola, stando almeno a sentire alcuni operatori commerciali,dice il consigliere in questione  un calo degli affari che, in due anni, è arrivato a sfiorare addirittura il cinquanta per cento se non di più per alcuni settori particolari.  E’ un calo che, naturalmente – continua – si inquadra nel calo dei consumi anche se alcune soluzioni, per rilanciare la struttura, potrebbero senz’altro essere trovate”. In che modo? Secondo il consigliere comunale uscente  è indispensabile che “il mercato ortofrutticolo, oltre ad interagire, come in parte fa, con le realtà “sorelle” di Vittoria e Santa Croce Camerina, piuttosto che quello di Donnalucata, guardi più in là nel proprio futuro effettuando scelte coraggiose. Con l’adozione di particolari strategie di marketing e di commercializzazione – continua Firrincieli – che possano incoraggiare l’incremento del volume d’affari anche in questo periodo di crisi. Ma non solo. Si potrebbero adottare iniziative che promuovano il consumo della frutta, i cui effetti benefici sono innegabili, nelle scuole o nei maggiori centri di aggregazione, come ad esempio i centri per anziani. Tutto ciò per sviluppare una cultura del consumo della frutta che avrebbe un duplice effetto: da un lato migliorerebbe la salute dei ragusani, dall’altro garantirebbe quel ritorno alla crescita a cui gli operatori ambiscono da parecchi mesi”. Buone idee certamente ma prima di tutto occorre rendere più visibile e fruibile la struttura che essendo ai margini della zona industriale è praticamente invisibile anche se abbastanza grande. Il Comune potrebbe investire in immagine e in credibilità. Non sappiamo a chi è affidata la gestione ma possiamo dire che non c’è un grande interesse a promuoverla e a farla funzionare anche con i privati. Insomma quando c’è la crisi tutto fa brodo.

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