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Impugnati molti articoli della finanziaria regionale

maggio 09
13:57 2013

Commissario_dello_Stato_per_la_Regione_Siciliana_Il Commissario dello Stato per la Regione Siciliana ha impugnato 21 articoli della finanziaria e parte dell’Allegato 1, dell’art. 72.   L’impugnativa riguarda in particolare gli articoli 8; 13, comma 1; 15 comma 4, lettere m) e n); l’articolo 16; il 25, commi 5 e 7; il 28, commi 2, 3, 5 e 6; il 40, commi 2 e 4; il 46, comma 3; l’articolo 49; e ancora gli articoli 55, commi 3 e 4; 56; 60; 61; 62; 63; 64, commi 2 e 3; 65; 66; 69; 71, comma 2; 74; l’allegato 1, relativo all’art. 72, limitatamente ai capitoli 320013, 320014 e 320015. Stop dunque ai contributi a pioggia ad enti ed istituzioni. Tra gli articoli impugnati, anche l’articolo 74, quello che disciplinava la cosiddetta “tabella H”

La scure del prefetto Carmelo Aronica, si e’ abbattuta soprattutto sull’articolo 74 – “Contributi ad enti, fondazioni, associazioni ed altri organismi” – che dispone il trasferimento di 24 milioni di euro a 135 ad enti e istituzioni. “La norma – scrive il Commissario dello Stato – da’ adito a rilievi di carattere costituzionale”, in quanto “a fronte di una legislazione ordinaria e di principio che prevede l’ammissione a contributi pubblici di tutti i soggetti pubblici e privati su un piano di parita’ per il mantenimento e l’esercizio di attivita’ di rilevante interesse culturale e sociale fruibili dalla collettività, l’Assemblea regionale interviene nuovamente con un provvedimento ad hoc destinato esclusivamente a determinate istituzioni, da anni fruitrici di provvidenze pubbliche senza ancorare la scelta operata a precisi e confacenti parametri di comparazione e valutazione”.  E ancora: “Se non sono contestabili la valenza ed il rilievo, anche a livello ultra regionale, di talune associazioni e fondazioni destinatarie dei contributi, cio’ che costituisce motivo di censura è l’omessa valutazione e comparazione delle loro situazioni con quelle delle altre istituzioni operanti in medesimi settori in Sicilia. Detto esame comparativo avrebbe potuto (e dovuto) essere effettuato mediante una esaustiva istruttoria amministrativa operata dalla competente Commissione legislativa prima dell’adozione della legge dalla cui conclusione potesse emergere una obiettiva diversita’ di condizioni che giustificasse la scelta operata dal legislatore in favore dei 135 enti in questione con esclusione degli altri casi cui lo stesso trattamento avrebbe potuto estendersi”.  Tra le norme  impugnate c’e’ anche l’articolo 16, che da’ facolta’ alle isole minori siciliane di introdurre un ticket turistico fino a 5 euro. “L’articolo 36 dello Statuto Speciale, pur riconoscendo alla Regione la facolta’ di istituire tributi propri regionali – si legge tra l’altro nell’impugnativa -, non prevede che essa possa istituire o autorizzare gli enti locali situati nel proprio territorio ad istituire tributi locali”.  Stop anche all’articolo 13 sulle royalties, che in particolare prevede  l’incremento, a far data dal primo gennaio 2013, del 20% per la  produzione di idrocarburi liquidi e gassosi ottenuti nel territorio della Regione che il titolare di ciascuna concessione e’ tenuto a  corrispondere annualmente. Per le medesime concessioni non sono  previste esenzioni al pagamento delle aliquote stesse.

Il Prefetto Carmelo Aronica nell’impugnativa ricorda, invece,  che il legislatore “puo’ emanare norme innovative con efficacia  retroattiva solo quando le stesse trovino adeguata giustificazione sul piano della ragionevolezza e non si pongano in contrasto con altri  valori ed interessi costituzionalmente protetti, cosi’ da non incidere arbitrariamente sulle situazioni sostanziali poste in essere dalle  leggi preesistenti”. “Emerge quindi come la retroattivita’ abbia  carattere di eccezionalita’ conformemente alle previsioni contenute  nell’articolo 11 delle preleggi e, anche se non escludibile a priori,  deve trovare una corretta giustificazione sul piano della  ragionevolezza che ridonda nel divieto di introdurre un’immotivata  disparita’ di trattamento”.   Erano stati i Cinque stelle a presentare un emendamento  all’articolo 13 per “disincentivare il saccheggio della Sicilia che  passa anche per le acque e gli idrocarburi”.

Nel mirino anche l’articolo 15, che prevedeva lo stanziamento di 600 mila euro per  affrontare il problema del traffico a Messina. Stop, dunque, all’assunzione di settecento vigili urbani.

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