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Arrestati mentre rubavano in una abitazione

Aprile 29
17:18 2013

carabinieri1Nel primo pomeriggio di ieri i militari della Stazione di Marina di Ragusa, con l’aiuto di quelli del Nucleo Operativo e Radiomobile della Cp. Di Ragusa, hanno arrestato tre albanesi per furto in abitazione flagrante, denunciandoli altresì per la ricettazione di un ingente quantità di refurtiva.

Pochi minuti dopo le due del pomeriggio, una pattuglia della stazione capeggiata dallo stesso comandante stava facendo rientro in caserma dopo aver svolto un servizio di controllo del territorio. I militari, transitando davanti alcune villette in località Castellana Volpe non potevano non notare un piccolo furgone con una persona intenta a caricare una cucina. Fermato immediatamente il veicolo, avendo capito subito quel che stava succedendo, i due militari sono scesi dall’auto e saltati addosso all’uomo che già stava abbozzando un tentativo di fuga. Purtroppo dalla villetta appena svaligiata stavano uscendo i due complici che, viste le uniformi nere, non ci hanno pensato due volte e si son messi a correre abbandonando il loro compare nelle mani della pattuglia.

Subito, bloccato e ammanettato il ladro, il capo servizio s’è attaccato alla radio, divulgando tramite la centrale operativa provinciale la descrizione dei fuggiaschi. Non potevano fare molta strada, a piedi e vestiti uno di rosso e l’altro a losanghe bianche e blu.

Mentre la pattuglia portava in caserma il primo arrestato, garantiva la sicurezza della casa scassinata e aspettava il carro attrezzi per il furgone della banda, dalla caserma di marina usciva un’altra pattuglia e altre due sopraggiungevano dal N.O.R. di Ragusa e una dalla Stazione di Santa Croce. I due avevano i minuti contati.

Infatti poco dopo, due militari in borghese, arrivati per primi poiché alla chiamata si trovavano già a metà strada, notavano tra la folla a passeggio sul lungomare Doria due uomini vestiti come i due ladri in fuga, di cui uno claudicante. Pedinati a piedi per un paio di minuti, li hanno bloccati all’arrivo dell’autopattuglia in uniforme.

I tre ammanettati si son quindi ricongiunti in caserma a Marina. Qui i militari hanno realizzato di trovarsi innanzi a delle vecchie conoscenze: gli albanesi Blerim KORRESHI, Roland SALLIU e Ismail LENA, tutti 36enni, ufficialmente braccianti agricoli ma dediti ad arrotondare con qualche sgraffignamento qua e la, preferibilmente tra Marina, Casuzze e Santa Croce.

Dalla successiva perquisizione domiciliate in Contrada Randello, presso l’abitazione dei tre (per la quale ancora non è chiaro a che titolo si trovassero dentro), i militari hanno recuperato altra refurtiva, composta di elettrodomestici due biciclette, un motorino e attrezzi da falegname e da muratore.

Alcuni oggetti corrispondevano con le descrizioni fatte dalle vittime nei verbali di denuncia di furto, altri sono in corso di restituzione e si stanno cercando i proprietari analizzando le denunce agli atti. Il sospetto dei militari e che ci potesse essere dell’altro ma che già tante cose sono state piazzate a qualche furbo acquirente o esportate in Albania.

I tre, sottoposti a rilievi foto-dattiloscopici presso il Comando Provinciale CC di Ragusa, sono stati alloggiati presso il carcere di via Giuseppe di Vittorio, d’intesa con il pubblico ministero, dott. Marco Rota. Dovranno rispondere dei reati di furto aggravato e ricettazione in concorso.

I militari di Santa Croce Camerina avvieranno ora le procedure per la proposta di espulsione al Prefetto di Ragusa, poiché non è possibile continuare a far rimanere nel comune camarinense questi soggetti che non fanno altro che creare scompiglio e paura tra la popolazione, giustamente preoccupata per i furti in casa.

Ed è da tale preoccupazione del cittadino che tutta l’Arma Iblea dedica un grandissimo sforzo alla prevenzione e repressione dell’attività furtiva. Attività particolarmente difficile per la vastità e varietà del territorio da controllare, per cui trovare un ladro in flagranza è quasi come trovare un ago in un pagliaio, ma si sa, talvolta fortuna audaces iuvat

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