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I carabinieri fanno luce sul pizzo dei porti. Escluse responsabilità delle società di gestione.

Aprile 19
14:102013

ScoglittiI carabinieri di Ragusa hanno fornito informazioni che servono ad integrazione e riscontro di alcune emergenze investigative riconducibili alle attività di captazione svolte, tra la fine del 2006 e l’aprile del 2008, nei confronti di VENTURA Filippo, FEDE Salvatore, CANNIZZO Paolo e gli altri esponenti del sodalizio mafioso denominato Clan Dominante riconducibile alla Stidda, operante a Vittoria e nel resto della provincia di Ragusa, che in quel momento avevano assunto il controllo delle attività criminose territoriali. Elementi corroborati dalle recenti dichiarazioni rese da un imprenditore catanese, collaboratore di giustizia, ovvero dal titolare e conduttore di fatto dell’azienda catanese denominata DE.SCA.MO.TER. S.r.l., formalmente intestata al figlio, che negli anni 2007-2008 ha svolto lavori per la costruzione del porto turistico di Marina di Ragusa e di consolidamento del porto marinaro di Scoglitti, sottoposta all’imposizione del pizzo da appartenenti al clan mafioso denominato Clan Dominante di Vittoria, riconducibile alla Stidda.

Le indagini, che portarono nell’aprile del 2008 all’esecuzione di 8 fermi di indiziato di delitto per associazione mafiosa ed altro (Operazione “Flash Back”) dimostrarono come il gruppo malavitoso della stidda, guidato da VENTURA Filippo, inteso “U Marmararu”, aveva riorganizzato il sodalizio mafioso, dopo lo scompaginamento generato dalle precedenti operazioni antimafia, attuando delle precise strategie al fine di assumere il controllo del territorio ibleo ed imporsi nella gestione di tutte le attività criminali, utilizzando come copertura attività economiche impegnate nel settore agricolo e commerciale, provvedendo altresì a cooptare i vecchi affiliati e a rinsaldare le vecchie alleanze con clan mafiosi operanti nelle province limitrofe. In tale fase investigativa, si è avuto modo di acquisire, attraverso l’attività tecnica dispiegata, elementi apprezzabili di sospetto circa l’esistenza di analoga attività anche nei confronti di imprenditori della provincia di Catania che a quel tempo conducevano lavori afferenti ad importanti opere pubbliche nella provincia Iblea, quali quella della costruzione del Porto turistico di Marina di Ragusa e del consolidamento del porto marinaro della frazione di Scoglitti di Vittoria. Tuttavia, per tali ultimi episodi, la mancata collaborazione delle presunte vittime ed i soli riferimenti provenienti dalle captazioni su telefoni ed ambienti, impedivano l’adozione di provvedimenti cautelari non ritenendo sufficientemente acquisita un’attività estorsiva nei loro confronti.

La svolta per le indagini ed i formidabili riscontri alle stesse, alla fine giungevano in seguito alle dichiarazioni rese dal reale, quanto occulto, titolare e conduttore della ditta DE.SCA.MO.TER., il quale si determinava a collaborare con la giustizia. Lo stesso riferiva di essere stato effettivamente contattato da elementi della criminalità di Vittoria allorquando la propria azienda aveva sub appaltato i lavori connessi alla costruzione del porto turistico di Marina di Ragusa e quelli relativi al consolidamento del porto marinaro di Scoglitti. Non solo, nell’ammettere di aver pagato la somma complessiva di euro 50.000 in più tranche da euro 5.000, a fronte di una richiesta più esosa di 150 – 200.000 euro, alla fine, dopo trattative stabilita in euro 80.000 complessivi che ponevano “assicurazioni tutorie” nei confronti di entrambi i lavori di Marina di Ragusa e Scoglitti, disvelava i retroscena della trattativa, le persone coinvolte, che riconosceva in seguito a ricognizione fotografica, riconducendo, in particolare i fatti esclusivamente a manifestazioni ed interessi di criminalità mafiosa. Ulteriore riscontro dell’attività investigativa e delle dichiarazioni del collaboratore sono le denunce presentate nel febbraio e nel giugno del 2007 dal capo cantiere della DESCAMOTER, rispettivamente presso la Stazione Carabinieri di Comiso e presso la Stazione Carabinieri di Scoglitti , dove nella prima veniva denunciato il furto a seguito di danneggiamento dei serbatoi, di tutto il carburante relativo a tre escavatori cingolati ed una pala meccanica, mentre si trovavano custoditi in c.da “Canicarao” di Comiso, mentre nella seconda venivano denunciati i danneggiamenti perpetrati ai mezzi, ricoverati all’interno del cantiere presso il porto di Scoglitti. Danneggiamenti effettuati mediante il lancio di grossi massi, che di fatto infrangevano i cristalli e le carrozzerie di 4 mezzi d’opera, bloccando di fatto i lavori per diversi giorni.

Il titolare occulto della ditta, nonostante avesse rappresentato di “essere a posto con i pagamenti” con la mafia di Catania, doveva suo malgrado cedere e pagare il pizzo anche allamafia stiddara di Vittoria per evitare ulteriori danneggiamenti.

Infine il collaboratore spiegava che proprio per evitare ulteriori problemi, gli esponenti della mafia catanese si erano accordati con i vittoriesi nel seguente modo: la ditta titolare dei lavori avrebbe pagato una grossa somma alla mafia catanese, mentre la ditta sub appaltatrice, ossia la DESCAMOTER, la quale era deputata alla fornitura dei mezzi d’opera e del trasporto degli inerti fino al cantiere, avrebbe pagato la tangente alla mafia vittoriese. E’ bene però precisare che nelle indagini non è stata coinvolta in nessun modo la società che gestisce il Porto Turistico di Marina di Ragusa. E’ quanto conferma la società di gestione dopo la conferenza stampa dei Carabinieri che stamani hanno messo in luce le richieste di pagamento di pizzo nei confronti di una società catanese che nel 2007 ha avuto in sub appalto alcuni lavori al porto di Scoglitti e appunto al porto di Marina di Ragusa. Confermiamo che come ribadito stamani anche dal comandate del Nucleo Investigativo dei Carabinieri, “l’indagine non verte assolutamente sulla società che gestisce il porto ma esclusivamente ha coinvolto una ditta catanese in sub appalto che doveva apporre dei massi per la massificazione del litorale sia a Marina di Ragusa che a Scoglitti”.

 

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