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Il “Megafono” ha più voci, manca però la più importante

Aprile 17
14:242013

uomo megafonoNel gioco delle amministrative per la città di Ragusa, sembra proprio che ci sia una lotta per tenere in mano il “Megafono” che, intanto, gracchia a più voci. Da una parte sta il coordinatore provinciale del Movimento, Claudio La Mattina, che attende fiducioso – anche se spazientito – l’autorevole intervento del presidente della Regione, minacciando eventuali dimissioni nel caso in cui il governatore Crocetta dovesse decidere di appoggiare il candidato del movimento Terriotorio. Poi c’è il coordinatore cittadino, Valeria Migliore, che ha capito di trovarsi in una posizione così scomoda da comunicare, con una nota alla stampa, di ritenere opportuno “disimpegnarsi” in attesa di una situazione più chiara, che sia comunque distante dalle posizioni dell’on. Nello Dipasquale. Quest’ultimo, invece, approfittando del silenzio di Crocetta, del fallimento delle primarie di centrosinistra ed avendo incassato il sostegno dell’Udc, da deputato regionale del “Megafono” ha lasciato che il proprio candidato a sindaco Giovanni Cosentini facesse libero uso del simbolo in manifesti e cartelloni. Un’altra voce, però, cerca di farsi sentire attraverso il “Megafono”: è quella di Aldo Bertolone, componente del coordinamento provinciale del gruppo politico, ex del popolo dei forconi, e che abbiamo visto più volte insieme a Dipasquale. Lo stesso Bertolone che per primo, sempre a nome di “Megafono”, aveva subito sposato la proposta di Cosentini sindaco (salvo essere smentito poche ore dopo), rivolgendosi ai coordinatori provinciali torna a chiedere di far quadrato intorno alle figure di Crocetta e Cosentini, come se i due fossero una cosa sola. Insomma, tanta tanta confusione, e ci immaginiamo questo strumento di comunicazione, tipicamente usato per parlare alle piazze piene di gente, mentre viene stretto da più mani nella sua impugnatura fatta, invece, per una sola. La mano di Crocetta, magari.
Basterebbe che il presidente della Regione decidesse di mettere fine a questa messinscena facendo sentire forte e chiara la propria voce, sovrastando le altre per autorevolezza.
Ne gioverebbero sia il Movimento che la Politica.

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Leandro Papa

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