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Killer Petrulli

Aprile 12
11:132013

marco_marlinLa forte ala/centro del Padua Rugby Ragusa Under 20, Marco Marlin, è l’ennesima vittima del campo dove si allenano e giocano i rugbysti ragusani. Per lui, frattura scomposta della caviglia destra e stop di almeno tre mesi. Ci risiamo! Il disastrato fondo del campo Petrulli di Ragusa, il terreno dove settimanalmente si allenano e giocano centinaia di rugbysti ragusani, ha fatto un’altra vittima. Ieri sera, durante la consueta partitella di fine allenamento, a rimetterci la caviglia destra è stata la forte ala/centro del Padua Rugby Ragusa Under 20 Marco Marlin. «Stavamo giocando», raccontano i suoi compagni, «e, durante un’azione, Marco è stato placcato. Purtroppo il suo piede si è bloccato in una delle tante buche del campo e nel placcaggio gli si è girata la caviglia. Abbiamo sentito un rumore sordo e visto il nostro compagno restare a terra». Purtroppo il Petrulli non è nuovo a queste “performance”. Da quando il rugby è stato sfrattato dal campo di via della Costituzione, e sono ormai due anni e mezzo, diversi sono stati gli infortuni, grandi e piccoli, causati da un fondo che via via, nel corso dei mesi, si è sempre più deteriorato. Ciccio Schininà, team manager del Padua, è duro nel giudizio: «Trovo sia criminale che un campo dove si allenano bambini dagli 8 anni in su si tenuto in queste condizioni. È arrivato il momento che i colpevoli di questo disastro si assumano le proprie responsabilità. Noi non chiediamo la luna; vogliamo solo che il Petrulli abbia i requisiti minimi di sicurezza. Basterebbe solo un po’ di terra e un rullo». Ma di chi è la responsabilità di questo disastro? Schininà non le manda a dire: «Non sta a noi puntare il dito. Noi chiediamo solo che i dipendenti comunali facciano il lavoro per cui sono pagati e che i funzionari comunali, e via via a salire nella scala gerarchica, trovino le maniere perché incidenti come quello di ieri sera non accadano. In realtà si assiste a uno scempio quotidiano nel quale l’assessore se ne frega, il funzionario se frega, il custode se ne frega e alla fine, a pagare per questo festival del menefreghismo sono i ragazzi che, quando va bene, incorrono in forti distorsioni a caviglie e ginocchia mentre, quando va male come ieri sera, si rompono le caviglie o i legamenti». Infine, arriva l’affondo del team manager paduino: «Invito quanti sono, a qualunque titolo, coinvolti nella gestione del Petrulli a venire a correre ed allenarsi, per una sola sera, assieme ai nostri ragazzi. Forse solo così si renderanno conto che le numerose richieste di intervento inviate da medici, tesserati e dirigenti non erano campate in aria». Noi, da parte nostra, diciamo che lo sport è gioco, gioia, allegria, vitalità e che è assurdo farsi male durante un allenamento o una partita.

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