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La riflessione del No Muro

Aprile 07
21:152013

Passaggio_a_livello_senza_barrierePubblichiamo questa riflessione che ci è giunta dal comitato no muro. Non tutto è da condividere ma riflessione conclusiva è senza dubbio la più idonea al momento: occorre che ci sia una precisa assunzione di responsabilità politica.

Ecco il testo completo: Venti anni (e oltre) di cattiva pianificazione urbanistica, frenesia edilizia, scarsa capacità di vedere oltre i “piccoli” interessi dell’oggi hanno creato le premesse.

Omissioni, indifferenza, ignavia (e interessi particolari?) durante questi lunghi anni hanno fatto il resto.

Hanno rubato la tranquillità del futuro… Che è già oggi, ma anche un domani di serena vivibilità di un quartiere, cui i tanti cittadini, lavoratori, imprese e operatori commerciali (che tanto hanno investito) hanno sacrosanto diritto.

Già gravemente zavorrati da una viabilità monca, partorita da progettualità approssimative e assolutamente insufficiente alle esigenze di mobilità di un quartiere civile e moderno, adesso rischiano di subire, oltre il danno, la beffa di vedersi ulteriormente penalizzati.

Prigionieri e ingabbiati da scelte e (non)decisioni passate, lo diventeranno anche fisicamente

quando, con la chiusura del passaggio a livello, si “tapperà” una delle poche (due!) vie d’uscita verso la zona nevralgica della città.

L’entità del disagio, e dei danni che sicuramente ne deriveranno, sarà comunque elevata, oltre che in termini economici, anche per la qualità di vita della popolazione.

Chi percorre quella via decine di volte al giorno per adempiere alle quotidiane attività, normali e lavorative (ed anche chi ci passa più di rado), può facilmente immaginare cosa accadrebbe.

La paventata decisione di una imminente chiusura da parte di Ferrovie, (di cui comprendiamo le ragioni di massima, ma non quelle dell’estrema urgenza), anche senza la preventiva realizzazione del sovrappasso pedonale (almeno!), genera ulteriori motivi di apprensione tra i cittadini.

La soluzione del problema, già messa sotto il tappeto, come la polvere, per troppi anni, non può essere ora liquidata in maniera sbrigativa e perentoria con decisioni unilaterali e non condivise.

E che comunque non tengano in dovuto conto delle esigenze degli abitanti, lavoratori e utenti.

Si abbia almeno il buon senso di favorire la riapertura di un tavolo di trattative che consenta di trovare soluzioni condivisibili, non “pilatesche”.

Per questo riteniamo che, oltre a Ferrovie (cui chiediamo ulteriore sforzo di “comprensione”), e la Prefettura, sia anche (e soprattutto) la Pubblica Amministrazione a giocare un ruolo efficace e fattivo.

E perché ciò avvenga, a nostro avviso, è necessario che ci siano precise assunzioni di impegni e responsabilità, anche politiche. Capiamo che ciò potrebbe risultare scomodo con una tornata elettorale alle porte.

A politici e uomini delle istituzioni diciamo, serenamente(oggi), che non riterremo accettabile che dei guasti e i disagi che ne derivano, generati da Cattiva amministrazione (passata, presente, futura), debbano farne le spese, sempre e comunque, i cittadini.

Riteniamo che una Buona amministrazione debba farsi anche giusto carico per rimediare a ciò che la Cattiva ha generato. E’ un dovere morale e istituzionale.

Questo ci aspettiamo. Perché crediamo ancora di essere civili cittadini, non sudditi.

Quelli, ogni tanto, facevano le rivoluzioni…

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