Reteiblea

Queste primarie non si devono fare.

aprile 02
18:27 2013

conferrenza secondo circolo

“Se dovessi scommettere sulle primarie direi che non si faranno”. Così il senatore Battaglia nella  conferenza stampa di questo pomeriggio, dove ha parlato in rappresentanza del, cosiddetto, secondo circolo del PD. ” Le primarie così come le stanno preparando saranno una sconfitta per il partito, continua Battaglia, il  mio auspicio è che tutti facciano un passo indietro e si riparta con l’obiettivo di giungere a un programma condiviso tra tutte le forze del centrosinistra. Se servono le  le primarie si facciano  con regole precise dando a tutti quelli che hanno una storia di sinistra la possibilità di partecipare”.  Il voler per forza allargare il centro sinistra fino ad arrivare a Territorio è una anomalia palermitana dovuta ai buoni rapporti tra Crocetta e Dipasquale.  Questa realtà però  non può autorizzarci a violentare  l’anima della sinistra ragusana. Se poi invece, siamo di fronte ad una “combine”  che ha lo scopo di assegnare posti di comando prima della partita bisogna ricordarsi che gli elettori non vengono spostati da una parte all’altra come fossero numeri e basta.  Battaglia conclude  dicendo : Noi vogliamo  vincere le elezioni  o comunque, nel caso, perderle con dignità. Insomma queste primarie allargate al candidato di Territorio  non vanno proprio giù a molta parte del PD e quindi l’appello è proprio di riprendere il dialogo e trovare soluzioni condivise.   Una lunga intervista con il senatore Battaglia , nella quale vengono raccontate tutte le motivazioni che hanno portato il PD ibleo alle primarie, andrà in onda questa sera nell”Indice di  Teleiblea a partire dalle ore 21.  Intanto i vertici, ortodossi, di  Pd, Udc, Megafono e Territorio, la nuova alleanza nata ufficialmente in questi giorni dopo la direzione palermitana e il conseguente ricorso alle primarie di coalizione, stanno studiando un regolamento che possa essere approvato da tutti.  Sembra ci siano delle difficoltà ad individuare le sedi di svolgimento delle votazioni che alcuni vorrebbero più numerose e nei vari quartieri altri centralizzate e con sede unica come è avvenuto nel passato. Non è una questione da poco e potrebbe essere proprio questo uno dei motivi di rottura.

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