Reteiblea

Venerina ricambia.

Marzo 07
17:372013

pd salaDicono che ci sia un “caso Ragusa” all’interno del PD. Il motivo dovrebbe ricercarsi nell’intenzione di un gruppetto di ex del PD ibleo di andar via, armi e bagagli, dal circolo Pippo Tumino. Nulla di strano se si pensa cosa è accaduto a Palermo, alla regione, dove il PD ha mantenuto in piedi una delle più tragiche avventure politiche( leggi governo Lombardo) degli ultimi anni proprio grazie alle spaccature all’interno del partito. Secondo alcuni “fini pensatori” è legittimo che un gruppo possa pensarla in un altro modo e quindi possa decidere di aprire, restando sempre nel partito, una nuova esperienza. Ma il nemico è alle porte. L’esercito degli internauti occupa già importanti posizioni dentro la regione e la nazione e bisogna difendere le mura della città. Questa diventa la scusa più plausibile e dalle segreterie palermitane arrivano ordini perentori. “Non facciamo le primarie perchè, appunto, il nemico è alle porte ma nello stesso tempo non dividiamo gli eserciti del PD per non dare segnali di debolezza. Ma sono imposizioni difficili da digerire soprattutto per chi non è un neofita della politica ed ha alle spalle più di una “battaglia”. Legittimo dunque il suo scalpitare. Ma ecco che arriva la Venerina Padua a tentare di dirimere la questione con qualche buona parola da parlamentare eletta in questa provincia ed in questa regione “I percorsi democratici portano a soluzioni e a scelte che possono anche non piacere. Ma la democrazia ha delle regole tra cui il rispetto di una maggioranza da parte delle minoranze e del ruolo delle minoranze da parte della maggioranza. Principi che vanno rispettati se si vuole, come nel caso di specie, mantenere la dizione di Partito Democratico”. ” Nel capoluogo – prosegue Venera Padua – c’è una segreteria democraticamente eletta, c’è un segretario, un direttivo, un circolo. Le scelte, sia elettive che decisionali, sono state addotte consentendo a ciascuno di esprimere liberamente il proprio pensiero ed il proprio voto. Chi non condivide le scelte operate democraticamente svolge, come in qualunque organo che si vuole qualificare democratico, un ruolo di opposizione cui far esprimere le nobilissime idee che non hanno incontrato il favore della maggioranza. Queste, comunque, hanno la possibilità di ritornare ad essere esplicitate e valutate anche ai fini del rinnovo degli organismi rappresentativi già nel prossimo congresso, che è in programma. Ritengo, come ribadito dagli organismi nazionali e regionali del partito, che non è il momento di costituire nuovi circoli per molteplici motivi ma soprattutto perché potrebbero creare confusione e disaffezione da parte degli elettori e delle elettrici, che hanno ritenuto di aderire ad un Partito Democratico, tale non solo nella dizione ma anche nei fatti. Particolarmente, qualunque scelta di separazione e divisione, in un momento in cui ancora non si rinnovano gli organi rappresentativi e decisionali, risulterebbe incomprensibile ed inspiegabile per tutti coloro che, con fiducia e speranza, hanno ritenuto anche con il voto affidare al Pd la guida del Paese in questo delicato momento della vita nazionale e locale. Parole sante. Ma ci sono quelli che vedono in queste dichiarazioni una specie di “cortesia” ricambiata per il segretario Calabrese il quale, senza nessuna remora, aveva fatto votare alle primarie, a Ragusa, proprio la Venerina. E crediamo che questa scelta del segretario, parliamo delle primarie, abbia poi causato la insanabile spaccatura che viene contemplata nel cosiddetto ” caso Ragusa”. con

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