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Catania piange per le occasioni perse del suo aeroporto

Marzo 06
15:552013

mancini sacL’ing Mancini oggi è stato chiamato alla Provincia di Catania, in Consiglio, per parlare sulla questione dell’aeroporto di Catania. L’AD della Sac ha cos” potuto sfogare il suo disappunto per una decisione presa dal ministero dello Sviluppo Economico di non inserire lo scalo nel progetto di crescita europea attraverso gli investimenti nelle infrastrutture. La provincia è particolarmente preoccupata perchè è evidente un disimpegno nazionale nei confronti di questa parte della Sicilia probabilmente per una serie di errate valutazioni. Ecco la sintesi delle sue dichiarazioni «Con la proposta della Commissione europea, non vi è stato tanto il declassamento del nostro aeroporto, quanto di tutte le infrastrutture di Catania, che non è inserita tra le città che costituiscono i nodi della rete “core”, quella destinataria dei 37 miliardi di finanziamento comunitario. Purtroppo questo principio è stato poi assunto dal Ministero delle Infrastrutture con le linee di indirizzo del Piano aeroportuale nazionale. Il piano è fermo in Commissione Stato-Regioni per l’opposizione del governo regionale. È bene che su questa opposizione si coagulino tutte le istituzioni locali indipendentemente dal colore politico: gli aeroporti, visto lo stato infrastrutturale, sono per la Sicilia un bene prezioso. Mancini chiede dunque l’intervento delle istituzioni locali. Ora che cosa accadrà alle istituzioni locali attesa la legge dei consorzi di comuni? Intanto Mancini ha anche affrontato la questione delle notizie che si sono susseguite in queste settimane in merito alla privatizzazione dello scalo. “E’ bene dire che il management Sac non ha mai ricevuto alcun impulso in tal senso da parte della proprietà. Del resto, ciascuno di noi pensa alla vendita dei propri beni solo quando il mercato riconosce appieno il loro valore e ciò non può che valere ancor di più quando chi vende ha la natura pubblica come i soci della Sac. Non credo sia questo il momento viste le difficoltà attuali del mercato. Si continua quindi ad andare avanti nelle attività finalizzate a rendere ancor più produttiva e redditizia la società, attività che hanno già permesso di chiudere il bilancio 2012 con lusinghieri risultati. Solo la capacità di stare sul mercato con efficacia può consentire di fare gli investimenti e di assicurare la piena occupazione che giustamente chiede il sindacato». Naturalmente Mancini,come è sua abitudine, quanto mai deprecabile, non riesce a pronunciare la parola Comiso quando si deve affrontare il problema dello sviluppo. Poteva dire alla Provincia di Catania che nella stessa barca c’è anche l’aeroporto ibleo. Anzi considerato che Comiso non è neanche citato in quel piano il nostro aeroporto non è sulla barca ma completamente a mollo. Comunque forse i consiglieri della provincia etnea non sanno che più di 20 mln di euro sono stati spesi per la gestione dello scalo ragusano che fino ad ora non solo non è funzionante ma non merita neanche un rigo nelle relazioni di Mancini.

 

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