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31 milioni per le aziende siciliane: Upla Claai è perplessa

febbraio 15
11:30 2013

Il presidente Salvatore Vargetto e il segretario Giovanni TrovatoL’associazione provinciale Upla Claai di Ragusa informa le aziende che l’assessorato regionale siciliano all’Economia, dipartimento regionale Finanze e credito, ha emanato il bando per l’erogazione dei contributi in conto interessi alle imprese che hanno ottenuto finanziamenti dagli istituti bancari con garanzia dei consorzi fidi per le operazioni finanziarie negli anni 2009, 2010 e 2011. Le somme stanziate ammontano a circa 31 milioni di euro. Inoltre, in seguito alla richiesta di Assoconfidi Sicilia al dirigente dell’assessore regionale all’Economia Mariano Pisciotta, essendo le nuove procedure più complesse e difficili, sono stati prorogati i termini per la presentazione delle istanze delle aziende a partire dal prossimo 2 aprile. “Siamo soddisfatti – dicono il presidente provinciale Upla Claai, Salvatore Vargetto, e il segretario Giovanni Trovato – per lo sblocco dei pagamenti dei contributi alle aziende che, in questa situazione di crisi, rappresentano una boccata di ossigeno per tutta l’economia. Inoltre, per la prima volta, i pagamenti avvengono in un’unica soluzione anticipata per le operazioni di ogni anno di riferimento ed effettuati direttamente dalla Regione mediante accrediti sui conti correnti delle aziende beneficiarie, quindi senza oneri aggiuntivi per le stesse aziende e i confidi. Non possiamo, però, esimerci dall’esprimere alcune perplessità: perché mancano le indicazioni se arriveranno i contributi relativi ai finanziamenti maturati negli anni precedenti all’anno 2009? Perché l’azienda, al momento della presentazione dell’istanza del contributo, deve dimostrare attraverso l’attestazione bancaria di essere in regola col pagamento delle rate e, in questo caso, il ritardo di una sola rata nega alla stessa il diritto a potere ottenere il contributo per l’intera durata del finanziamento? Tutto ciò appare fuori luogo in presenza di una crisi finanziaria devastante a causa della quale molte aziende qualche lieve ritardo, loro malgrado, lo fanno registrare. E, ancora, perché non ci sono certezze sul fatto che tutte le aziende possano ottenere il contributo essendo lo stanziamento previsto, circa 10 milioni per annualità, certamente non sufficiente a soddisfare la capienza occorrente per gli anni messi a bando? Senza considerare, in più, le difficoltà per la complessità della documentazione richiesta con i bandi in considerazione del fatto che in alcuni casi le aziende difficilmente possono recuperare poiché la normativa preesistente non prevedeva, per alcune tipologie di finanziamenti, come il “credito di esercizio”, la presentazione della documentazione di spesa”. Un’altra perplessità è legata al fatto che non riconoscendo alcun contributo interessi alle operazioni non rateali a breve termine (scoperture di conto corrente; anticipi su fatture, ecc.), tale scelta, in variazione di una legge vigente, sembrerebbe ledere, a parere dell’Upla Claai, “il principio costituzionale dei diritti acquisiti” al momento della stipula del contratto di finanziamento. “Così operando – dicono ancora Vargetto e Trovato – non si fa altro che creare i presupposti affinché le aziende escluse possano avviare azioni legali e ricorsi giudiziali contro la Regione, con enorme aggravio delle spese, che nella contingente situazione di crisi appesantiscono ulteriormente i bilanci delle aziende interessate. Ecco perché ci siamo già mossi con il nostro presidente regionale della federazione Claai, Orazio Platania, affinché, nel prendere atto delle penalizzazioni che subiscono le aziende, possa assumere le più opportune iniziative coinvolgendo le altre rappresentanze regionali delle associazioni artigiane, chiedendo al Governo siciliano di venire incontro alle esigenze delle aziende, apportando ai decreti le correzioni e le modifiche necessarie”.

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