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Le polemiche sulla tassa di soggiorno!

Le polemiche sulla tassa di soggiorno!
Dicembre 03
12:012012

tassoggiornoSi registrano alcuni interventi sulla questione della tassa di soggiorno. Ora è la volta dell’associazione albergatori e dell’ex assessore Migliore. Bisogna precisare che la protesta sollevata dal Consorzio Citur non ha mai accusato l’amministrazione di aver buttato i soldi dalla finestra o qualche alto funzionario di aver intascato questi proventi ma piuttosto di non aver previsto, neanche in minima parte, di utilizzarli con finalità promozionali. Il regolamento come leggerete nella nota della Migliore fa riferimento prima alla promozione e poi alle manifestazioni. Qui si è fatto tutto il contrario finanziando, ribadiamo legittimamente, attività senza dubbio nella sfera del turismo ma senza guardare agli investimenti futuri come ad esempio e lo dice Dibennardo alle incentivazioni per l’aeroporto di Comiso. La speranza ora è che almeno per il futuro si faccia ammenda e si pensi a vincolare la tassa con la finalità della promozione. Ma andiamo per ordine. Ieri sera a rispondere è stata Federalberghi a firma di Rosario Dibennardo: “Altro che stranamente silenti. Siamo sempre stati noi, i primi, ad opporci, sin dall’iniziale previsione, all’imposizione della tassa di soggiorno. Lo abbiamo detto in tutte le lingue. Siamo stati e continuiamo ad essere contrari” “Nessuno spirito di polemica, ce ne guarderemmo bene in un momento simile in cui occorre unitarietà di intenti – aggiunge ancora Dibennardo – ma non si può dire una cosa per un’altra. Almeno per quanto ci riguarda. Sin dall’inizio, infatti, Federalberghi ha valutato come il fumo negli occhi la tassa di soggiorno. Abbiamo chiesto all’Anci regionale, da cui ha preso il via la proposta iniziale, di soprassedere. Le nostre richieste, però, sono rimaste inascoltate. Abbiamo sempre detto, e ci sono i nostri atti ufficiali a dimostrarlo oltre alle dichiarazioni rese nei mesi scorsi, che l’ipotesi della creazione della tassa di soggiorno sarebbe stata da noi osteggiata. E’ chiaro, però, che se alcune Amministrazioni hanno deciso in tale direzione, non possiamo fare nulla se non subire una decisione che, per come la vediamo noi, è stata presa dall’alto. Aggiungiamo, inoltre, che nel momento in cui la decisione è risultata irreversibile, nonostante le nostre indicazioni di segno contrario, abbiamo chiesto agli enti locali di prevedere un apposito capitolo in cui fare confluire i suddetti fondi affinché gli stessi venissero utilizzati per investimenti in campo turistico. Tanto è vero che in alcune realtà locali, vedi Modica, si è pensato di dare vita ad un ente consortile, con la presenza dell’associazione di categoria, che potesse gestire le risorse in questione. Un modo concreto per dare attuazione a questo meccanismo? Incentivare le compagnie low cost ad atterrare a Comiso. Sarebbe un bell’inizio. Se, poi, si vogliono percorrere strade che nulla hanno a che fare con la promozione del turismo sul territorio, nonostante la grande valenza, in potenza, che il comparto può rappresentare, non possiamo fare altro che prenderne atto, stigmatizzando quanto avviene. Ma da qui a dire che le associazioni di categoria sono state stranamente silenti davvero ce ne corre”. DI seguito aggiungiamo la nota dell’ex assessore Migliore:“In qualità di ex assessore al turismo e ai beni culturali, in carica durante l’ultima amministrazione, mi corre l’obbligo di intervenire in merito alla questione della “tassa di soggiorno” e sui suoi ricavati che pare siano stati “distratti” dalle relative e naturali destinazioni”. E’ quanto sostiene Sonia Migliore che dice la sua sulla questione sollevata dal Consorzio turistico ibleo. “Innanzitutto – precisa Migliore – bisogna chiarire che tale imposta è impropriamente denominata “tassa di soggiorno” ma in effetti si chiama “imposta di scopo” per il turismo che ha come preciso oggetto e scopo i seguenti fini: “l’ imposta di soggiorno è istituita per finanziare interventi in materia di turismo, ivi compresi quelli per migliorare la promozione e la fruizione dei siti di interesse turistico e culturale, con i relativi servizi di informazione ed intrattenimento…” così come recita l’art. 1 del regolamento comunale, approvato dal Consiglio il 23 novembre 2011, che è stato redatto appunto per istituire l’imposta e disciplinarne l’uso. La stessa dicitura “imposta di scopo” (non inventata da noi, ma reintrodotta dal federalismo fiscale a supporto dei Municipi sempre più massacrati dai tagli), ne rivela la chiara intenzione: un’imposta, cioè, istituita allo scopo di potenziare i servizi turistici di un territorio che evidentemente punta ad uno sviluppo complessivo contemplando il turismo come la terza gamba dell’economia iblea. Che senso avrebbe istituire tale imposta e poi destinarla a tutt’altro? Per spiegarmi meglio, è come se un’Amministrazione istituisse una imposta di scopo per realizzare una piazza e poi procedesse a spenderne il ricavato per pagare altri servizi: è evidente che se ne tradirebbe la stessa natura”. Sonia Migliore continua: “Ritengo altresì che l’imposta di scopo per il turismo debba essere interpretata come una opportunità di sviluppo e non come una penalizzazione, per una cittadina che è notoriamente riconosciuta “città d’arte e a vocazione turistica” ed è sito di ben 18 monumenti patrimonio dell’Unesco (oltre l’intero centro storico di Ibla anche parte di quello di Ragusa superiore), offrendo meravigliose peculiarità paesaggistiche ed architettoniche (il barocco). Il turismo è dunque lo sviluppo del futuro. Ma è evidente che il turismo non possiamo sostenerlo e rilanciarlo solo con le chiacchiere e le belle intenzioni, bensì necessita di interventi di potenziamento importantissimi: dai trasporti, ai servizi igienici pubblici, dai punti di informazione turistica, alla promozione del territorio, dal recupero di beni culturali, al potenziamento delle offerte turistico- culturali quali per esempio la rete museale alla quale stavamo lavorando, alla segnaletica turistica”. “E a proposito di segnaletica – dice ancora Migliore – il Comune aveva ottenuto un finanziamento regionale a far leva suoi fondi P.O. Fers 2007/2013 di ben 920.000 euro (così come comunicatoci dalla Regione con nota n.1438 del 20 gennaio 2012) per un progetto che ci permetteva di ripristinare l’intera segnaletica, e non solo, del centro storico. Avevamo istituito un tavolo tecnico per seguire la faccenda e mi chiedo che fine abbia fatto il progetto ed i relativi finanziamenti che sono notevolissimi e che consentivano non solo di perfezionare la segnaletica a beneficio dei turisti, ma anche di mettere in circolo quasi un milione di euro che in un momento come questo rappresenterebbero una gran boccata d’ossigeno per l’economia ragusana”. Sonia migliore conclude: “Tornando all’imposta di soggiorno, Ragusa non è il solo comune ad averla istituita, semmai uno degli ultimi (vedi Firenze, Roma, Venezia, Catania, Sirmione, Garda, Padova, S.Vito Lo Capo, Salerno, Rimini, Bolzano, Como, ecc.). La nostra città, senza sforzi, vanta notevoli presenze turistiche in aumento provenienti dall’Inghilterra, dalla Germania, dalla Francia, dalla Spagna, dai paesi dell’Est, ma anche Cina e Giappone. Ecco perché non possiamo assolutamente vanificare gli sforzi sinora effettuati solo dal mondo imprenditoriale e dobbiamo puntare al potenziamento dei servizi inerenti al turismo e la cui realizzazione può derivare proprio dalla suddetta tassa considerate le difficoltà delle casse comunali: basti pensare che, essendo stata esigibile solo dal 1 luglio 2012, prevedevamo una prima entrata di circa 200.000/300.000 euro, somma destinata sicuramente a crescere ma a condizione di utilizzarne i proventi solo sui servizi turistici, almeno per l’80%, e non spalmandoli sulle varie necessità di cassa. Pertanto invito il commissario straordinario a rivedere tali posizioni che, altrimenti, sovvertirebbero non solo la volontà politica del territorio comunale e del consiglio Comunale ma la natura stessa dell’imposta di soggiorno. Sono concorde quindi con la volontà espressa dal Consorzio turistico, ma in più aggiungo: non vanifichiamo gli sforzi fatti dalle Amministrazioni comunali, i cui risultati, in questo campo, si sarebbero visti solo fra qualche anno. Il turismo va difeso perché fa parte di investimenti sul futuro di una città che deve programmare, contenere e tagliare sì, ma se non investe rischia di morire”.

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