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Primarie PD si vota. Ma non tutti! Perchè?

Primarie PD si vota. Ma non tutti! Perchè?
Dicembre 02
13:192012

primarie2Vanno avanti, in tutta Italia, senza problemi le operazioni di voto riguardanti il ballottagio del PD. Alle ore 12 la segreteria organizzativa a livello nazionale ha diramato il dato ufficiale sulla partecipazione. Poco oltre il milioni di elettori che conferma una flessione del numero dei votanti. Ma è sempre andata così nella seconda tornata il numero dei votanti cala in modo evidente. A Ragusa, messe da parte le polemiche dell’ultima ora, la macchina organizzativa procede speditamente. Al Teatro Tenda sono state sistemate alcune postazioni per il voto e non c’è stata la confusione della scorsa settimana anche in considerazione del fatto che le operazioni preliminari sono di molto facilitate non dovendo provvedere alla certificazione della iscrizione, al riconoscimento etc etc. Non sembra ci siano state molte persone che si sono presentate con l’intenzione di votare senza averlo fatto la scorsa settimana. Invece, a questo punto, è possibile fare una analisi del risultato che è stato registrato nella città capoluogo. Come ricorderete a Ragusa, domenica scorsa, hanno votato intorno a 1700 persone. Un numero particolarmente basso se viene confrontato con l’affluenza, ad esempio, delle primarie per la scelta del candidato a Sindaco appena un paio di anni fa. Si capisce che parlando di elezioni amministrative sono maggiori i coinvolgimenti della politica locale e quindi la gente è portata a votare in massa. Ma i numeri non tornano comunque. All’appello mancano almeno sei o settecento elettori. La domanda sorge spontanea: Perchè? Secondo gli analisti politici nostrani la questione sta tutta nella polemica interna al PD che continua a coinvolgere le due anime principali del partito. Da una parte Calabrese con i suoi sostenitori e dall’altra la componente più variegata che comprende Massari, Barrera,Battaglia etc etc. Sempre secondo questi famosi analisti, Calabrese, che non ha ancora digerito il risultato delle regionali, ha deciso di mettere le cose in chiaro. Insomma Calabrese potrebbe dire  che quando si tratta di fare sacrifici sono sempre gli stessi ad essere chiamati. Quando invece c’è da prendersi gli applausi edi onori sono tutti pronti a farsi avanti e questo a Palermo non lo hanno ancora capito. Dunque la mancanza di tanti votanti potrebbe essere letta come una astensione voluta e provocatrice in vista di un nuovo modo di interpretare la partecipazione all’interno del partito. Questo vale anche per le alleanze future nell’ambito locale. Il segretario cittadino del PD sorride quando qualcuno gli dice che ormai va troppo d’accordo con il suo nemico di sempre, Nello Dipasquale, oggi deputato regionale. Calabrese, in questo caso, è pragmatico e dichiara: Dipasquale non è più sindaco della città e quindi non è l’avversario da affrontare in consiglio o sui giornali. Ora è il deputato di Ragusa, in un’area vicina alla sinistra, ed insieme si devono affrontare i problemi dell’intera provincia.

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