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Viva la… rivolucion

Viva la… rivolucion
novembre 14
13:32 2012

pacebLa rivoluzione di Crocetta è appena iniziata! Nel turismo abbiamo coinvolto il cantante/autore Franco Battiato che si è già detto disponibile ad organizzare una grande manifestazione. Nella fattispecie dobbiamo dire che eccellevano nella cosa anche i precedenti assessori che nel giro di qualche anno si erano spesi decine di milioni per manifestazioni che hanno avuto poco riscontro se non nelle pagine di richiamo della corte dei conti. Ora la rivoluzione si interessa finalmente della cultura e la prima cosa che si fa, pensate un po, riguarda i nomi a cui si devono intitolare i musei. Bella notizia senza dubbio visto che abbiamo avuto delle personalità a livello mondiale ma forse sarebbe stato più opportuno partire dalla base e cioè dalla organizzazione piuttosto che dai nomi. Ma veniamo alla notizia: al docente di archeologia di Comiso Biagio Pace (1889-1955), che fu anche presidente della Commissione legislativa per l’Educazione nazionale della Camera, accademico dei Lincei e accademico d’Italia, e’ stato intitolato il museo interdisciplinare di Ragusa. A Pace si devono i ritrovamenti archeologici a Camarina e a Mozia, vicino a Marsala; fu autore di studi sulla Sicilia bizantina e ottenne nel 1943 il premio dell’Accademia d’Italia per le scienze morali e storiche. Pace fu direttore della missione archeologica nel Sahara che porto’ alla luce la civilta’ dei Garamanti. Per essere precisi si parla del Museo Archeologico di Ragusa del quale da tempo lamentiamo la poca visibilità e forse anche la sua aria dimessa. Il nuovo capo di gabinetto di Crocetta la dott.ssa Cilia, essendo stata soprintendente a Ragusa e quindi responsabile proprio di quella struttura, sa che non occorre cambiargli nome ma cambiare proprio modo di pensare a questi beni culturali. Se poi dobbiamo parlare dei nomi ci si permetta di avanzare una ipotesi diversa. Grande personalità quella di Biagio Pace ma proprio per quanto riguarda il Museo di Ragusa sarebbe stato più giusto ricordare il Prof Antonino Di Vita, recentemente scomparso, che è stato forse proprio l’artefice principale della realizzazione della struttura museale. Comunque non spetta a noi fare giudizi sulle qualità di personalità così eccelse ma sulla necessità di intervenire sul Museo in qualche modo credo che non ci siano dubbi. Ma non solo sul nome!

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