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Università a fondo: liquidate il Consorzio.

Università a fondo: liquidate il Consorzio.
Novembre 07
12:422012

scarsoreccaUniversità a fondo. Domani, giovedi, il commissario Scarso dopo le sollecitazioni dei due deputati della maggioranza  regionale  Digiacomo e Ragusa, ha deciso di convocare un vertice alla provincia per capire quali sono le reali potenzilità economiche dei vari enti per superare la crisi del momento. Saranno invitati tutti gli attori, dai comuni ai deputati e quindi proprio il consorzio che gestisce le pur magre risorse.

Digiacomo e Ragusa, di loro spontanea volontà,  si erano recati all’ateneo catanese per incontrare il rettore che ha ribadito la sua tesi: senza soldi niente università. E i due deputati, da veri coraggiosi, sono tornati da Scarso chiedendo l’immediato pagamento del pregresso. Questo in verità  l’avremmo saputo fare  anche noi senza essere deputati  neo rieletti. . Intendiamo dire che incontrare Recca per farsi  tacciare di insolvenza  è troppo facile,  sarebbe stato più utile uno scontro con il rettore per condurlo a mitigare le sue pur giuste pretese.

E poi c’è da  valutare se questa visita, quella dei due deputati,  era  stata  richiesta da qualcuno o davvero è stata una inziiativa autonoma, non concordata, che rischia però di peggiorare la situazione. Ora si aggiunge anche la protesta  del l’IDV a nome di Paolo Pavia rappresentante anche degli studenti, che scrive:   “La “crisi di cassa” alla quale viene pietosamente ed ingenuamente imputata l’impossibilità di pagare le spettanze ai dipendenti del Consorzio universitario è solo uno degli aspetti della crisi strutturale di questo ente elefantiaco, clientelare, inutile e dannoso che è costato e costerà alla collettività decine di milioni di euro.  Noi ( IDV e Studenti)  lo denunciamo, inascoltati, da tempo. Gli innumerevoli interventi dei consiglieri di Italia dei Valori nelle sedi istituzionali, provincia e comune, culminati nelle mozioni della scorsa primavera con le quali si chiedeva il  commissariamento e la messa in liquidazione del Consorzio universitario, non sono bastati a far sì che si intervenisse in tempo ad arginare l’inevitabile tracollo.  Analogamente non è bastata l’informazione che abbiamo sistematicamente offerto alla collettività, durante gli ultimi due anni, attraverso conferenze stampa e comunicati, con tanto di presentazione dei numeri del disastro, e non sono bastati gli interventi della rappresentanza studentesca di Lingue ai più alti livelli dei consigli comunali e provinciali dove, alle denunce chiare e circostanziate fatte in quelle sedi, ha fatto riscontro la reazione arrogante e prepotente dei vertici del Consorzio, che hanno rivoltato la frittata a proprio favore addossando ad altri (leggasi enti finanziatori) la responsabilità di una gestione a dir poco disinvolta delle risorse pubbliche.  Ebbene, oggi i nodi vengono al pettine, com’era inevitabile, perché i numeri non tengono conto delle opinioni e la pesante crisi finanziaria dell’ente di via Solarino, che si trascina da anni e che è stata maldestramente occultata nelle pieghe dei bilanci, oggi presenta il conto ai lavoratori che ingenuamente hanno ritenuto di poter fare affidamento sulle promesse di politici incapaci.  Crediamo che non si possa più andare oltre, perché la collettività dovrà sostenere, suo malgrado, il ripianamento di un’incredibile situazione debitoria e facciamo appello ai commissari di provincia e comune ed al nuovo Governo regionale perché intervengano affinché il Consorzio, diventato un pozzo senza fondo nel quale si perdono ingenti risorse pubbliche, venga posto in liquidazione.  Una soluzione  ottimale anche secondo noi perchè alla fine vista la situazione, con una sola facoltà da gestire avere un consorzio con tanti dipendenti e sedi e spese non serve assolutamente a nulla. Non serve neanche a fare sottogoverno e quindi dice bene Pavia: tutti a casa. La liquidazione può essere gestita da uno degli enti finanziatori e poi anche i rapporti con Catania possono essere rivisti. Chiederemo a Battiato di prendere a cuore la vicenda. Magari ci fa sopra una canzone. 

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