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Ordine pubblico, sindaci iblei: “Sicurezza a rischio”

Ordine pubblico, sindaci iblei: “Sicurezza a rischio”
Ottobre 18
15:542012

prefettura cortileI Sindaci della provincia di Ragusa hanno sottoscritto stamani una nota – su iniziativa dei sindaci di Modica, Antonello Buscema, e di Scicli, Franco Susino – con la quale si lancia un grido di allarme per la grave situazione finanziaria, che non consente di garantire gli stipendi ai dipendenti diretti e dell’indotto e di fornire servizi ai cittadini determinando tutte le condizioni perché non possa essere garantito l’ordine e la sicurezza pubblica.

La nota è stata inviata all’Assessore regionale all’Economia, al Prefetto della Provincia di Ragusa, e per conoscenza a tutti i Prefetti siciliani, alle segreterie regionali e provinciali di Cgil – Cisl – Uil. Ecco il testo integrale: “Se l’Anci regionale ha giustamente definito la situazione dei Comuni siciliani come una bomba ad orologeria sul punto di esplodere, noi siamo pronti ad assicurare e a dimostrare che il tempo è già scaduto, a maggior ragione dopo le notizie che ci sono giunte circa la difficoltà della Regione di procedere alla regolarità dei trasferimenti. Siamo determinati ad affermare che l’argomento della situazione finanziaria dei nostri Comuni è prioritario per la tenuta di tutto il tessuto economico e sociale della Sicilia e non può attendere per essere affrontato. A tutti i soggetti che hanno una responsabilità – al Governo regionale ancora operativo e nella piena titolarità di fare scelte politiche e amministrative, al Governo nazionale che giustamente impone i propri vincoli, ai Prefetti siciliani che devono garantire il mantenimento dell’ordine pubblico – deve essere chiaro ciò che è chiaro a noi sindaci che stiamo tutti i giorni sul fronte infuocato dell’emergenza: senza una garanzia certa sull’entità e sui tempi dei trasferimenti regionali, fosse anche nella forma dell’anticipazione, noi non saremo in grado di pagare gli stipendi dei lavoratori e men che meno di garantire i servizi essenziali ai cittadini. Apprendiamo peraltro che l’esito della riunione di lunedì con Armao ha già determinato l’immediata proclamazione dello stato di agitazione del personale degli enti locali della Provincia di Ragusa e che i sindacati hanno già annunciato l’intenzione di mettere in campo ogni azione utile di protesta affinché il governo regionale si determini ad erogare quanto dovuto al sistema delle autonomie locali. È chiaro che, se ciò non avverrà, si corre il rischio che venga seriamente compromesso anche il normale svolgimento delle operazioni elettorali il 28 ottobre. Non a caso, oltre che ai Governi nazionale e regionale, rivolgiamo il nostro appello direttamente al Prefetto di Ragusa e agli altri sindaci siciliani affinché facciano lo stesso con i loro Prefetti: siamo già un passo oltre il limite in cui la crisi economica diventa crisi sociale e i sindaci non hanno più strumenti sufficienti ad arginare i numerosi focolai che già in queste ore si stanno accendendo e moltiplicando in tutti i Comuni della Sicilia.”

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