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Non si vede un…tubo. Il digitale è quasi un bluff

Non si vede un…tubo. Il digitale è quasi un bluff
Agosto 31
11:442012

Digitale-terrestreCogliamo l’occasione per ricordare ai telespettatori che il segnale di Teleiblea è captabile in quasi tutta la provincia sul canale 110 del digitale terrestre. Ma per venire alla notizia vi diciamo che doveva essere una rivoluzione positiva ma alla fine il passaggio al digitale terrestre è stato solu un affare per le grandi emittenti nazionali e regionali. Ci sono infatti enormi problemi di ricezione e la gente  è costretta a seguire i programmi a saltelli con  immagini bloccate per parecchi secondi.  In altri casi invece il segnale di molte emittenti non viene neanche captato: la causa è da ricercarsi spesso nelle precarie condizioni in cui versano le antenne di ricezione che fino a quando esisteva il sistema analogico svolgevano la loro funzione e  bene o male si vedeva. Il digitale invece è un’altra cosa. In pratica se la ricezione è buona  si vede bene se è cattiva non si vede proprio o  a salti . A questo punto, si sta cercando di dare la colpa  dei disservzi non alle emittenti ma agli istallatori ed antennisti che non sembrano all’altezza della situazione.  “Ci ha lasciati sostanzialmente basiti la critica, assolutamente gratuita e fuori luogo, che il responsabile di Rai Way per la Sicilia, Luigi Di Chiara, ha rivolto alla categoria degli installatori a proposito della mancata ricezione del segnale televisivo digitale terrestre in provincia di Ragusa, con particolare riferimento alla città di Modica dove il fenomeno, a quanto pare, risulta essere più consistente”.  E’ quanto sostiene il presidente Cna Installazione e Impianti, Maurizio Scalone, che si sofferma su un’analisi compiuta della problematica. “La prima questione da porre sotto attenzione – dice Scalone – ha a che vedere con l’effettiva copertura del segnale. Diamo per scontato che tutto sia a posto e che da Roma in giù non esistano pecche. Anche perché la particolarità del segnale è tale per cui o lo si riceve oppure non si ha alcuna percezione dello stesso. A differenza dell’analogico, quindi, non possono esserci varie gradazioni della consistenza del segnale: o c’è o non c’è. Nel caso in cui non ci sia, le motivazioni possono essere molteplici. Il fatto che gli impianti di ricezione risultino obsoleti o privi di manutenzione, il fatto che i ricevitori utilizzati non siano all’altezza della situazione, il fatto che, nella maggior parte dei casi, almeno 8 su 10, chi ha sistemato i decoder lo ha fatto in maniera autonoma, senza ricorrere ad assistenza qualificata, con ciò andando incontro, in alcune circostanze, ad una installazione non sempre appropriata. Chi si è rivolto a installatori antennisti lo ha fatto sapendo di potere contare su unità di personale la cui preparazione professionale non può assolutamente essere messa in discussione”.  E a precisare ulteriormente la questione ci pensa il responsabile provinciale dell’Unione, Vittorio Schininà. “Come ha ammesso lo stesso Di Chiara – dice Schininà – i rappresentanti di Rai Way e del CorecomSicilia hanno partecipato ad un incontro tecnico e di confronto di altissimo livello professionale rivolto ad installatori e tecnici della provincia di Ragusa e che ha fatto registrare una partecipazione numerosa e qualificata. Ora se Di Chiara dice che il problema non dipende da loro noi possiamo anche crederci. Che non si dica, però, che è una questione che attiene alla categoria degli installatori. Perché faremmo un torto ideologico nei confronti di chi si è adoperato per qualificarsi professionalmente e, soprattutto, nei confronti di coloro, pochi per la verità, che ogni qualvolta sono stati chiamati dai consumatori hanno cercato di fornire le risposte appropriate. E’ opportuno, invece, portare avanti una attenta verifica per mettere in atto misure correttive. Confermiamo la disponibilità al confronto anche con le associazioni dei consumatori, così come è stato fatto in occasione del seminario del 4 giugno scorso, e se dagli installatori verrà richiesto organizzeremo un altro incontro tecnico con Rai Way e con i consumatori”. 

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