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No al nominificio

No al nominificio
Luglio 20
18:47 2012
arsLo scandalo è praticamente rientrato a Palermo con l’approvazione da parte dell’ARS di una legge che impedisce le nomine indiscriminate da parte della giunta regionale. In questi giorni infatti in molti avevano dichiarato che la Sicilia è un “nominificio”, come ad esempio Casini .Ora “la legge approvata in Aula e denominata bloccanomine stabilisce un principio di correttezza dell’attività di governo e di trasparenza della campagna elettorale”. Questa la posizione del gruppo Pdl all’Ars che continua, specificando: “Infatti, essa prescrive che, a decorrere dalla data di pubblicazione del decreto di indizione delle elezioni regionali, ovvero dopo il verificarsi di una conclusione anticipata della legislatura regionale, è fatto divieto al presidente, alla giunta e agli assessori, a pena di nullità, di procedere a nomine, designazioni o conferimenti di incarichi in organi di amministrazione attiva, consultiva o di controllo, in enti sottoposti a tutela o controllo da parte della Regione, in società controllate o partecipate”.

“Nel contesto siciliano – concludono – è giusto che un presidente dimissionario un anno prima e un governo senza maggioranza in Parlamento non mantengano il potere di far nomine e clientele, a fini meramente elettorali. Una regola che vale per tutti e sempre”.
Sull’argomento registriamo anche l’intervento del capogruppo dell’Udc, on. Giulia Adamo: “L’approvazione, dopo un percorso lungo e faticoso, del ddl ‘blocca-nomine’ è, finalmente, un segnale positivo nel senso della moralizzazione della vita politica, evitando che gli incarichi pubblici diventino non sedi di servizio ma strumenti di consenso.”
“Avevamo espresso una posizione favorevole all’emendamento dell’on.Speziale – aggiunge la Adamo – che veniva incontro all’esigenza di mettere al riparo la pubblica amministrazione dalle vicende giudiziarie che possono interessare singole persone nominate. Auspichiamo che il tema possa essere ripreso in questo ultimo scorcio di legislatura. Una politica di vero rinnovamento è quello che ci chiedono i siciliani: come UDC siamo e saremo, con coerenza e rigore, in prima fila per costruire le condizioni di una politica diversa da quella che ci ha condotti alla crisi attuale”. 

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