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Il dopo congresso autonomista. Fine di un’epoca!

Luglio 08
16:242012

lombardoIl congresso nazionale dell’MPA svoltosi a Roma è servito a far capire, ai suoi iscritti, che è passata un’epoca e che bisogna affrontare il futuro senza la forza del leader. I tempi in cui l ‘MPA  veniva considerato un fenomeno nazionale in grado di scompigliare il quadro politico regionale sono passati e a Roma   Lombardo tenta la sua ultima carta. Dopo una, secondo le opposizioni, squallida alleanza con il Pd, una breve stagione inquieta con il Terzo polo, una sterzata centrista con il tentativo andato a vuoto di costruire il Nuovo polo, ha deciso di ricominciare da capo.  Aprendo il congresso del suo partito, il governatore siciliano ha annunciato quale sarà il futuro del suo Movimento: abbandono del modello leaderistico, ( questa è la più bella di tutte! diciamo noi della redazione)  scelte collegiali ( quale collegio ha mai funzionato in MPA), presenza di donne e giovani nel gruppo dirigente, apertura all’esterno. Cambierà anche il nome, naturalmente e certamente dimenticherà l’amara stagione autonomista che ormai non illude più i siciliani da troppo tempo presi in giro con la storia dello statuto e bla bla bla..  Lo aveva già detto sottovoce nelle altre assemblee molto affollate ma i  co-fondatori del Movimento si erano tanto impressionati che qualcuno s’è girato dall’altra parte e fatto le valigie. Il congresso di Roma è quasi una costituente e scrivere delle regole e non rispettarle dal giorno dopo è un mezzo suicidio, sicchè dobbiamo attenderci che agli annunci seguano scelte concrete e che Lombardo abbia voglia davvero di lasciare la prima fila. Non sarà facile ma non sembra abbia altre possibilità vista la sua situazione anche giudiziaria. Oggi però ai partiti, Mpa compreso, non viene concessa fiducia. Gli italiani, e i siciliani fra loro, preferiscono affidarsi a facce nuove e a nuove formazioni politiche. Meglio, forse, un comico che un dirigente politico pur competente e serio. Comunque ecco il nuovo partito di Lombardo :  collegialità, donne, giovani, regole di democrazia, nome e facce nuove – insieme ad un suo passo indietro, fatto passare come bel gesto ma in verità atto dovuto. Il partito nuovo,così creato senza un vero leader  dovrà affrontare una prova difficile come le Regionali d’ottobre. Riusciranno i suoi uomini sparsi nei territori a coagulare voti senza una prospettiva di governo? Perchè nel passato l’MPA ha raccolto tutti gli insoddisfatti, convinti di poter ottenere qualcosa dal partito autonomista. Oggi non solo la delusione ma anche la quasi certezza di non essere alla guida della regione potrà allontanare tanti bravi politici che sanno solo salire sul carro dei vincitori. 

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